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Lazio, Isaksen: “Anno fantastico ma caotico. Sarri il primo giorno mi disse…”

Isaksen
Le parole e il bilancio del calciatore biancoceleste del suo primo anno alla Lazio e delle difficoltà di ambientamento in Italia con la lingua
Edoardo Benedetti Redattore 

Intervistato dai canali danesi di TV MidvestGustav Isaksen ha fatto un bilancio della sua prima stagione alla Lazio, in compagnia di Kristensen, altro danese in forza nella Capitale, ma con i colori giallorossi. Il calciatore biancoceleste non ha nascosto le sue difficoltà, soprattutto con la lingua e l'impatto con una cultura che vive di calcio. Queste le sue parole.

È stato un anno fantastico ma forse c'è stato anche parecchio caotico. In Italia tra le cose più importanti ci sono calcio, cibo e religione. Lo puoi avvertire in modo chiaro, a prescindere dalla provenienza. In una bella giornata, a Hjerk, ci sono forse 400 abitati se contiamo anche mio padre e mia madre. A Roma, invece, solo nel centro se ne contano 4 milioni: è assurdo. C'è sempre tanto traffico, bisogna abituarsi. Kristensen? Bello essere qui l'uno per l'altro. Come mi trovo a vivere da solo? Preferirei vivere con la mia ragazza, Olivia, ma anche lei gioca a calcio, in Svezia. E quindi è po' complicato far funzionare la cosa. Per ora mi va bene vivere da solo, vivevo da solo anche ad Aarhus, quando giocavo nel Midtjylland. A Roma sono stato costretto a prendere lezioni di italiano, perché in squadra parliamo soltanto in italiano. Sarri il primo giorno è venuto da me, dicendomi che sapeva parlare inglese ma non voleva farlo. Quindi sono stato costretto ad imparare in fretta l'italiano. Dopo pochi mesi conoscevo la maggior parte dei termini calcistici. Ora conosco quasi tutte le parole”.