Lazio, Lotito: "Non ho fatto nomi, ho ricevuto minacce anche a Natale. Cragnotti..."
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Intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera, Claudio Lotito è tornato a parlare dell'indagine avviata nei confronti di Luigi Bisignani, Mauro Masi e Francesco Masolini. Queste le sue parole:
«Io non ho mai fatto nomi e cognomi agli inquirenti. Bisignani, Masi, Maiolini? Io ho presentato denunce contro ignoti, quei nomi sono venuti fuori dalle indagini. E se poi, come ho letto, questi signori vorranno adire le vie legali sono liberissimi di farlo».
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Però, presidente, Luigi Bisignani, martedì sera al Tg1 — a proposito dell’inchiesta sulle presunte pressioni per farle vendere la Lazio — ha così eccepito: «Ma quale complotto! Questo è un autogol di Lotito, che anziché parlare con i tifosi, li denuncia». «Io non ho denunciato nessuno. Ho denunciato, però, tutto quello che ho subìto in questi tre anni e sofferto in silenzio, roba che neanche vi immaginate».
SS Lazio Unveil New Signings
E oggi per lei è il momento di prendersi una rivincita. È «l’inizio del cinema», giusto? «Macché, io al cinema non ci vado mai. E non ci sono rivincite da prendere e nessun regolamento di conti con nessuno, io vorrei solo continuare a fare bene il mio lavoro».
Ha accennato prima alle minacce che ha ricevuto in questi anni: vuole essere più preciso? «È stato un continuo, di giorno e di notte, anche a Natale, a Capodanno, alla Befana, la mia scorta lo sa bene perché tante volte sono stati loro ad ascoltare le chiamate».
Manfredi Potenti, il vicepresidente della Giunta per le immunità del Senato, già due anni fa rimase impressionato dal tenore di certe telefonate. Disse: «Non sembrano cani sciolti né un gruppo di tifosi burloni, la percezione piuttosto è che ci sia dietro una struttura ben organizzata». «Ecco, appunto. E rivendico con orgoglio, da senatore, di aver rinunciato all’immunità per far acquisire i miei tabulati telefonici dalla Procura di Roma. Nella storia di Palazzo Madama non siamo in tantissimi. Come rivendico pure di essere il presidente più longevo nella storia della Lazio».
Significa che non ci pensa proprio a mollare, vero? «Volete sapere qual è la cosa che mi ha fatto più piacere ultimamente? Sono state le parole di Sergio Cragnotti, il presidente del secondo scudetto, sabato sera allo stadio Olimpico durante Lazio-Milan. Eravamo seduti quasi vicini e mi ha fatto i complimenti per la squadra allenata da Rino Gattuso».
Cragnotti ha anche invitato i tifosi della Lazio a tornare allo stadio dopo 8 mesi di sciopero. Ma il tifo organizzato sostiene che lei si debba prima scusare con loro. «Io chiedo scusa per una cosa di cui mi sento responsabile, per degli errori commessi, per esempio alcune scelte tecniche da me avallate in passato, non chiedetemi quali. Ai tifosi scrissi una lettera aperta (a giugno sul Messaggero, ndr) e può accadere che alcune mie dichiarazioni siano state interpretate in modo diverso. Continuerò a lavorare anche per migliorare quest’aspetto. Ma sappiano tutti che ogni scelta che compio è sempre orientata esclusivamente al bene della Lazio».
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