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Lazio, Lotito: "Sarri? Chiedete a lui. Flaminio e Academy: cosa devo fare di più?"

Edoardo Benedetti
Le parole del presidente della Lazio intercettato a Montecitorio sul futuro di Sarri, il momento della Lazio e la lettera di Tommaso Paradiso

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Intervenuto ai microfoni dei cronisti alla buvette di Montecitorio per un pranzo veloce, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è tornato a parlare di Sarri, del momento della Lazio e della lettera di Tommaso Paradiso al Corriere dello Sport. Queste le parole riportate da Dire.it:

“Fare la pace con i tifosi della Lazio?Non lo dovete chiedere a me, io non ho mai fatto la guerra a nessuno, sebbene qualcuno l’abbia alimentata anche dentro la società. Il tifoso è proiettato sull’oggi, vuole vincere, capisco le frustrazioni ma deve tifare, io faccio il presidente e voglio rendere la Lazio immortale, indipendente anche da Claudio Lotito. Devo tutelare la storia della Lazio, non posso farla fallire.

Sarri? Ha un contratto con la Lazio, io sono il presidente della società, che volete da me? Chiedete a lui. L’allenatore ha un contratto con noi, punto. Tommaso Paradiso? 'Sti ca**i! Io non leggo niente, non ascolto la musica, non ho tempo. Dormo 3 ore a notte e lavoro 21 ore al giorno. Non so chi sia. Comunque, ognuno può scrivere quello che vuole ma sempre nel rispetto della legge.

Momento? Sono 22 anni che faccio il presidente, ho vinto sei trofei, ho riportato la squadra in Europa, ci può essere anche una stagione che va meno bene. Io sto lavorando per la Lazio, ho presentato il piano per il nuovo stadio Flaminio, sto finendo l’Academy, cosa devo fare di più?

Stadio vuoto? Lo dovete chiedere a quelli che non vengono, mica li posso inchiodare. Non vogliono venire? Non vengano… Forse a Roma i tifosi non ci stanno, ma in tutto il mondo ce ne sono tantissimi, anche in Cina.

Sto quotando la società al Nasdaq di New York che capitalizzerà un miliardo e mezzo di euro, con lo stadio di proprietà si arriva a 3 miliardi di euro, tutto il resto sono chiacchiere da bar. Lo stadio nuovo, con tutte le attività parallele, porterà perlomeno 80-100 milioni di ricavi all’anno. Con il ‘naming’ del nuovo impianto ricaviamo 15 milioni di euro l’anno e in 15 anni significano 225 milioni di euro e si è ripagato. Sto lavorando per rendere la società autonoma, immortale e indipendente.

Stagione negativa? I tifosi hanno ragione: abbiamo perso con le squadre piccole e abbiamo vinto con le grandi. Qualcosa non ha funzionato. Il bilancio della stagione è pessimo: quest’anno è andato male. Una stagione maledetta con migliaia di infortuni. Io non mi devo scusare di niente, se non dei risultati che non sono venuti.

Forse all’inizio dell’anno ho delegato troppo, poi ho ripreso la società in mano e i risultati sono venuti. Io faccio pure l’ammortizzatore sociale, sennò con chi si sfogano? Faccio pure il pungiball, Friedkin invece è un fantasma

Derby? Prendi un gol da calcio d’angolo e poi il secondo uguale, ma vuoi mettere qualcuno che marca? In campo mica ci vado io. Giocare senza il tifo non è la stessa cosa, ma anche con i tifosi non è cambiato nulla: con l’Inter abbiamo perso 2 a 0, un autogol e una palla che gli abbiamo dato noi, poi ci siamo mangiati tre gol davanti alla porta.

Che cosa ha fatto l’Inter per vincere? Abbiamo fatto tutto noi. Se i giocatori avessero gli attributi che ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo se la fanno sotto.

Il tifoso deve avere pazienza: al 30 di novembre del 2027 finiscono tutti i debiti fatti dagli altri, dagli scienziati esperti di calcio prima di me”. A quel punto recupererò 30 milioni di euro l’anno di cassa. Poi sto facendo lo stadio e sto quotando la Lazio al Nasdaq di New York, capitalizzerà un miliardo e mezzo, tre con lo stadio: do you understand?"