Lazio-Milan, Gattuso: "Europa? Pressione inutile, dire che è l'obiettivo..."
Vai nel canale Youtube di Cittaceleste >
Intervenuto in conferenza stampa al termine della gara valida per la quarta giornata di Serie A, Lazio-Milan, Gennaro Gattuso ha commentato la gara contro i friulani. Queste le sue parole:
Da Lazio-Mantova a oggi: che cosa hai fatto? Che corde hai toccato? "Nessuna corda ho toccato, il merito è della squadra, merito dei tifosi che ci hanno aspettato e che ci hanno accompagnato allo stadio. Il merito è anche dei mille tifosi che ci hanno accompagnato allo stadio. La cosa che dispiace di più, ma l'avevamo messo in preventivo, vorrei che la squadra stesse sul pezzo e sulle gambe anche nel secondo tempo con quella veemenza e quella voglia. Abbiamo subito i loro cambi, la loro qualità. Dispiace e c'è andata anche bene. Dopo due minuti hanno fatto 2-2 ma siamo stati bravi a rimanere in partita, e portare un punto a casa".
Ti sei prefisso un cambio di mentalità, oltre che dal punto di vista tecnico? "La mia storia da allenatore dice: vado via dal Milan e vincono il campionato, e ho lasciato mentalità e cultura del lavoro; vado via dal Napoli e vincono il campionato. Non è un caso, io vivo per queste cose qua. Cerco di trasmettere la disciplina, la cultura del lavoro. Far capire ai giocatori cosa vuol dire migliorarsi, darsi delle regole. Penso che tutti i giocatori mi riconoscono questo, ci tengo. Siamo partiti così dal primo giorno. Venire prima, fare i lavori personalizzati, sforzarsi e non stressarli. È normale che quando hai a che fare con giocatori per bene, entrargli nella testa. Abbiamo iniziato questo percorso, devo ringraziarli per come si stanno comportando. Il merito è loro perché credono fortemente in quello che stimo facendo".
Obiettivo Europa? "Già abbiamo abbastanza pressioni addosso. Giocare nelle condizioni in cui stiamo giocando non è facile. Non è giusto che Fabiani dica che l'obiettivo minimo è l'Europa. Non voglio scappare dalle responsabilità. L'obiettivo nostro è pensare partita dopo partita, poi tireremo le somme. Non sono d'accordo quando diciamo che l'obiettivo minimo è l'Europa, non è una polemica. È una pressione che in questo momento non ci possiamo permettere".
Le era mai capito di essere accompagnato dai tifosi allo stadio? "Gli brucia anche a loro non venire allo stadio. A tutti brucia non venire qui. Vedi bambini di 6-7 anni che hanno il veleno, guai se gli tocchi la loro squadra. Tutti vorrebbero venire all'Olimpico e fare 50 mila. Credo che i tifosi siano venuti anche per quello che stanno trasmettendo i giocatori, per il fatto che non mollano mai, che portano la maglia con orgoglio. Mi sono emozionato oggi, ti dico al verità: vedere le persone che sono venute. Per me il calcio senza tifosi fa cagare".
Differenza tra i due tempi? "Dovevamo difendere di reparto. Metà squadra andava sui riferimenti e metà voleva fare il blocco basso. Ci siamo abbassati troppo, e l'abbiamo sofferti. Siamo stati pochissimo nella loro metà campo. Dura tre contro uno riuscire a tenere il pallone. Tra primo e secondo la differenza è stata questa, abbiamo rubato pochi palloni, siamo stati nel capanno e noi non ci sappiamo stare".
© RIPRODUZIONE RISERVATA