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Lazio-Milan, Lotito a Sky: “Morte annunciata. Venuti meno i valori sportivi”

Lotito
Le parole del presidente biancoceleste, intervenuto direttamente dalla pancia dell'Olimpico pochi minuti dopo il triplice fischio del match
Edoardo Benedetti Redattore 

La Lazio lotta fino al 97', prima in undici, poi in dieci, in nove e infine in otto contro il Milan e un arbitraggio di Di Bello che ha dell'inverosimile. Da un rigore non dato a Castellanos, passando per un'espulsione di Pellegrini condizionata da un mancato fischio per la Lazio di Di Bello a un doppio rosso nel finale per Marusic e Guendouzi, a prendersi la scena sono gli episodi e le polemiche più della partita. Al termine della gara il presidente biancoceleste Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni di Sky per commentare quanto accaduto. Queste le sue parole.

“Non parlo di episodi, parlo del sistema. Nel momento in cui si verificano situazioni che non confermano la capacità di garantire affidabilità e terzietà del sistema c'è qualcosa che non funziona. Dovrebbero garantirle chi è preposto a farlo, sia durante la partita che quando si verificano in modo reiterato determinati episodi che oggi colpiscono la Lazio così come colpiscono anche altre squadre. Un sistema è credibile quando si può garantire affidabilità e terzietà per tutelare valori e merito sportivo nello sport. La Lazio pone un problema e lo farà nelle sedi preposte per valutare in modo terzo e oggettivo queste situazione e valutare se ci sono comportamenti conformi o meno. Ci sono istituzioni preposte a valutare quanto accaduto, con sistema mi riferisco al sistema calcio. Non a caso, come Lega Serie A, abbiamo deliberato di voler uscire dalla Federazione perché la maggior parte non ritiene più che questo sistema possa garantire il rispetto dei valori conformi alla necessità della Lega Serie A. Non conosco e non parlo con gli arbitri. L'arbitro è un giudice terzo che deve valutare con obiettività, se questi aspetti vengono meno è giusto chiedersi se il risultato è conforme al merito sportivo. Si vince o si perde sulla base del merito sportivo. E se non è così viene meno la credibilità del sistema. 

Il progetto della Lazio è chiaro. In questo momento non guardo la classifica bensì i comportamenti della squadra. In alcune situazione abbiamo peccato, in altre subito situazioni che hanno determinato un risultato diverso da quello che si è visto in campo. Valutiamo le cose sulla base delle nostre iniziative e aspettative che vorremmo realizzare. Ora vediamo che succederà nel percorso in Champions ma siamo fiduciosi. Oggi abbiamo dimostrato di essere in salute, cercando fino all'ultimo di fare risultato. Quando uno riesce a raggiungere degli obiettivi in modo immeritato dovrebbe porsi una domanda.

Quando qualche istituzione si muoverà in linea con i valori dello sport capirete ciò che sto dicendo. Penso di fare quello che farebbe qualsiasi cittadino che ritiene che non siano state rispettate le regole. Vogliamo il rispetto delle regole per tutti, altrimenti sarebbe anarchia. Poi se l'aspetto endofederale non è in grado di farlo lo farà una struttura esterna preposta. Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti, se ci sono comportamenti che non sono in linea col rispetto delle regole devono essere valutati. E se non sono in grado di valutarli dovremmo fare in modo che un'istituzione esterna possa intervenire. Questa è una morte annunciata, bisogna valutare”.

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