Città Celeste Lazio News Lazio, Rocca: "Non parlo con Lotito da maggio. Condanno gli insulti, ma sono reciproci"

Lazio, Rocca: "Non parlo con Lotito da maggio. Condanno gli insulti, ma sono reciproci"

Riccardo Focolari
Le parole del presidente di Regione Lazio, Francesco Rocca, sul rapporto con Lotito dopo l'inizio della protesta dei tifosi biancocelesti

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Intervenuto in una lunga intervista rilasciata ai taccuini del Corriere della Sera, Francesco Rocca, presidente di Regione Lazio, è tornato a parlare del rapporto con Lotito dopo l'inizio della protesta dei tifosi biancocelesti e non solo. Queste le sue parole:

Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, non sarà che, oltre ai tifosi, il senatore Claudio Lotito adesso abbia contro tutto il centrodestra romano? Silenzio tombale dal suo partito, Forza Italia, e da Fratelli d’Italia sull’inchiesta che vede indagati per aggiotaggio Bisignani, Masi e Maiolini... «Sull’inchiesta sospenderei il giudizio, comunque non ci vedo un nesso tra la protesta di popolo e la politica. Silvio Berlusconi candidò Lotito perché era il presidente della Lazio e dunque capace di portare consensi, ma con le sue baracconate si è cacciato lui adesso in questa situazione. È un problema di postura, non ci si pone così».

Perciò anche lei, il 2 luglio, partecipò alla marcia dei 30 mila laziali? «Ma lavoro pure, eh? Non penso solo alla Lazio», scherza il governatore. «Ora sono a Sperlonga per una riunione dell’Anci... Comunque sì, mio figlio è laziale, mia nipote è laziale e io sono stato anche a Udine per vedere la Lazio di Gattuso. Ma all’Olimpico non torno finché non ci sarà una proprietà che ci rispetti».

Ma ora che tutti sanno che lei è tifoso laziale, non teme di essersi giocato per sempre il voto dei romanisti? «Spero che i tifosi votino in base a ciò che i politici dimostrano di saper fare o meno. E poi io mi sono speso molto anche per lo stadio della Roma e non ho mai mancato di rispetto alla Curva Sud».

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Invece ritiene che il presidente della Lazio, Claudio Lotito, abbia sì mancato di rispetto ai suoi tifosi? «Beh, non lo ritengo soltanto io, se è vero che da otto mesi lo stadio Olimpico, quando gioca la Lazio, è quasi vuoto. Vi ricordo che Lotito ha dato degli “str...” a noi tifosi laziali e quella che lui chiama “la nostra caz... di storia” ha alle spalle anni di sofferenze. Non so se lui c’era, io sì, a Lazio-Vicenza, 21 giugno 1987. Avevo 20 anni, gol di Giuliano Fiorini al 18esimo: il gol più emozionante della storia, mi viene ancora la pelle d’oca. Comunque da maggio scorso con lui non parlo più».

Che è successo a maggio? «È successo che davanti allo sciopero del tifo io provavo a spiegargli: “Claudio, gli dicevo, qui non è un problema di ultrà, questa volta hai perso le famiglie intere. Sono le famiglie che non vengono più allo stadio a vedere la tua Lazio, quelle che si tramandavano l’abbonamento in tribuna da 30 anni, sempre allo stesso posto...”. Intere categorie: professionisti, medici, avvocati, commercianti, docenti universitari.

Ho incontrato qualche sera fa un primario di pneumologia dello Spallanzani, mi ha detto: “Francesco, ma come facciamo con Lotito? Io da ragazzo andavo a vedere la Lazio del ’74, quella di Chinaglia e Lenzini...”. Ecco, io questo ho provato a spiegare a Lotito».

E lui? «Niente, lui è fissato col complotto. Credo abbia proprio un problema caratteriale, una totale mancanza di empatia. Però mi dispiace molto che ci siano finiti in mezzo i suoi familiari: che senso hanno le ingiurie contro di loro? E condanno pure le minacce e le violenze denunciate dal presidente nell’intervista di ieri al Corriere.

Quanto agli insulti che riceve, però, mi sembra che il codice penale preveda una scriminante in caso di reciprocità...».

Vuole dare un ultimo consiglio al presidente? «A dargli consigli si rischia di finire indagati».

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