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Lazio, Rossi: “Sarri appartiene a una categoria diversa rispetto Inzaghi”

Delio Rossi

Le parole dell'ex tecnico biancoceleste sulla nuova guida tecnica dalle parti di Formello e le differenze con il vecchio allenatore

redazionecittaceleste

Delio Rossi, ex allenatore di biancocelesti mai dimenticato dalle parti di Formello, ha concesso una lunghissima intervista in esclusiva ai microfoni di calcionews24.com. Di seguito un piccolo estratto delle sue parole, con attenzione a quanto detto riguardo la Lazio

Sarri alla Lazio

Era giusto che Simone (Inzaghi, NdR) iniziasse una nuova avventura altrove e quindi era giusto che la Lazio andasse a prendere un nuovo allenatore. Nel momento in cui la Roma sceglie Mourinho è quasi un obbligo rispondere con un allenatore altrettanto ‘di grido’. E per questo non c’era nessuno meglio di Sarri: la Lazio poteva prendere un allenatore come Juric, ma non si tratta di tecnici con l’appeal di Sarri. Per me, paradossalmente, se la Roma avesse preso un allenatore come Di Francesco, forse la Lazio non avrebbe preso Sarri. L’attuale tecnico della Lazio è diverso rispetto a Simone, è più un maestro e ha bisogno di tempo. Simone invece è più simile ad Allegri e Ancelotti”. 

 Sarri

Gli allenatori

Per me ci sono tre categorie di allenatori: i maestri alla Zeman, Italiano, lo stesso Sarri; gli allenatori intermedi come Ancelotti e Inzaghi; e gli allenatori gestori come Zidane e Capello. Questi ultimi sono meno maestri, ma che meno il dettaglio. Lo stesso Mourinho si piazza fra i secondi e i terzi, gioca più sulle motivazioni e sul carattere. Sarri avrà bisogno di tempo. Ha iniziato col 4-4-2, poi a Empoli ha usato il 4-3-1-2. Voleva fare la stessa cosa a Napoli, ma è passato al 4-3-3 giocando forse il calcio più bello. Ha vinto in bianconero e con il Chelsea, ma non ha mai toccato livelli estetici come a Napoli”. 

I giocatori e Sarri

Penso ci sia qualche problema con alcuni giocatori. Quando scegli un sistema di gioco, se non ti vendono i giocatori e ti comprano quelli ‘più bravi’ di quelli che hai, devi usare le eccellenze a disposizione. E questo sono Leiva, Acerbi, Luis Alberto, Milinkovic-Savic. Poi c’è Lazzari che può fare il quarto ma avrà bisogno di tempo. Le difficoltà in questo momento sono normali, non so quanto ci vorrà a risolverle perché allena giocatori che hanno ottenuto risultati giocando in altri modi. Con un maggior dispendio di energie mentali, se non vengono i risultati qualcuno potrebbe mettere in dubbio l’efficacia delle proposte dell’allenatore. Penso che sia questo il pericolo maggiore”.