Lazio-Udinese, Bonacina si complica la vita da solo: gestione dei cartellini nonsense
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Bonacina, fin dai primi contatti, manda un segnale ai calciatori in campo: lascia correre sui contrasti energici, senza voler spezzettare la partita. Al 3', però, non può non intervenire su una trattenuta di Dia ai danni di Kabasele che avrebbe liberato Noslin in piena area di rigore. Molto attivi anche i due assistenti, Palermo e Zanellati: entrambi si rivelano puntuali e precisi nelle valutazioni sugli offside. Bonacina, però, sceglie di complicarsi la vita da solo.
Prima segnala soltanto calcio di punizione dopo un fallo tattico vistoso di Taylor su Piotrowski, giustamente indispettito. Farà altrettanto dopo un fallo dello stesso Piotrowski ai danni di Noslin: anche qui, lamentele giuste della squadra di Sarri, ma senza esito. Il fischietto bergamasco, invece, ammonisce Cancellieri già diffidato al 42', variando il metro di giudizio mantenuto fino ad allora, probabilmente a causa delle precedenti proteste. L'ex Verona salterà la Cremonese.
La ripresa si apre con un'altra ammonizione comminata da Bonacina, stavolta all'indirizzo di un Pellegrini incredibilmente ingenuo: calcia lontano il pallone dopo la segnalazione di un fallo laterale - e dopo, forse, un mancato fischio dell'arbitro per alcune sbracciate di Ehizibue in pressing -, il fischietto lombardo lo punisce. Viene punito nel finale anche Zarraga, entrato in campo da pochi minuti: netto il fallo tattico ai danni di Nuno Tavares che gli costa il cartellino giallo. Nel finale viene ammonito anche Patric, che lamentava giustamente un fischio molto generoso per un presunto fallo di Tavares su Atta. Era l'ultima chance del match
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