Città Celeste Lazio News RIVIVI IL LIVE | Lazio-Monza, Gattuso: "Dovremo avere coraggio. Su Pellegrini..."

RIVIVI IL LIVE | Lazio-Monza, Gattuso: "Dovremo avere coraggio. Su Pellegrini..."

Riccardo Focolari
Il tecnico biancoceleste interviene in conferenza stampa da Formello alla vigilia della partita contro i biancorossi per presentare la sfida

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Il tecnico biancoceleste, Gennaro Gattuso, interviene in conferenza stampa alla vigilia della gara di campionato contro il Monza. Segui la diretta scritta di Cittaceleste.it.

Bilancio di questa sosta? Che si aspetta domani dalla sua squadra?

"Che siamo belli svegli, che non facciamo sorprendere, perchè giochiamo con una squadra che ha coraggio, giovane, con tanta energia, che ci verrà a prendere con grande intensità e veemenza. Bisogna essere pronti, ci vuole grande umiltà, perchè sembra una partita facile, ma vi posso assicurare che non sarà così: ci vuole una grande Lazio domani per portare punti a casa. Una sosta particolare, però abbiamo lavorato, si sono riposati, abbiamo dato minutaggio a tanti giocatori a cui mancava minutaggio, qualcuno è tornato dalla nazionale gasato e con minutaggio nelle gambe. Li ho visti bene, dentro all'intensità che cerchiamo, devo dire che sono molto contento per come sono tornati e per come si sono allenati".

Condizioni di Pinamonti?

"Per me è facile. Come ho già detto a Venezia adesso le decisioni stanno a me. Lui e gli altri, tutti devono stare tranquilli, faccio di tutto per dare minutaggio e far girare la squadra, perchè c'è bisogno di tutti, dopo sta a me scegliere. Sono contento per come si sta allenando, per come sta migliorando. Deve continuare così, ma questo vale anche per tutti gli altri".

Come sta Provstgaard? E la situazione di Pellegrini?

"Vediamo domani. Sta bene, c'ha il fisico da iron man. È uno a cui piace lavorare, è giovane, aitante, ha quasi duemila minuti di campo giocato: sta bene e si è allenato, va a mille all'ora come tutti gli altri: domani valutiamo chi scenderà in campo. Il discorso di Pellegrini è semplice: io parlo sempre con i miei giocatori. Luca conosce le dinamiche societarie, vediamo cosa succederà. Il club sa il mio pensiero, fin quando i giocatori sono qui bisogna trattarli da professionisti e trattarli bene. Lui non è mai stato fuori rosa, quando è tornato dagli infortuni si è sempre messo a disposizione del mio staff. Capisce che qualcuno deve stare fuori, considerato che abbiamo tre terzini sinistri. Per me al 100% è un giocatore effettivo della Lazio: starà alla società decidere se rientregarlo o no".

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Quanto della crescita della Lazio passa attraverso un palleggio massiccio?

"Secondo me è l'opposto: se si palleggia e non si guarda in avanti rischi che ti rubino palla. Dobbiamo guardare in avanti, del possesso palla non mi interessa. Dobbiamo riuscire quando rubiamo palla, essendo una squadra che vuole fare una pressione ultra-offensiva, a guardare in avanti".

In cosa si aspetta ulteriori miglioramenti dalla Lazio? Meglio affidarsi ai Nazionali oppure puntare su coloro che si sono riposati?

"Sono le preoccupazioni che abbiamo quando ci confrontiamo. È normale che si vada sempre alla ricerca di cambiare il meno possibile, di andare sulle certezze. Dobbiamo essere bravi a rimanere in partita come stiamo facendo, l'importante è stare dentro una gara e non subire l'evento. A Venezia è accaduto questo: un primo tempo di grandissima sofferenza, ma nel secondo tempo siamo rientrati in gara e siamo migliorati. È successo anche contro il Milan: primo tempo incredibile, nel secondo tempo dopo il 2-2 ho pensato finisse in tragedia, invece siamo stati bravi a recuperarla. Dobbiamo continuare su questa strada".

Contro il Monza occorrerà più equilibrio tattico rispetto alla partita col Milan?

"In questo momento vogliamo giocare in un certo modo. Se vogliamo fare determinate cose, devono essere fatte al 100%. Sappiamo bene cosa voglia fare. Sicuramente è una partita in cui bisogna essere svegli a livello mentale, sapere bene che giocate dobbiamo fare. Loro sono aggressivi e non hanno paura. Noi dovremo avere coraggio e capire bene come fargli male. Il primo posto è riduttivo, non guardo la classifica. Pensiamo soltanto al Monza, poi vedremo dove arriveremo. Non ho le vertigini: occorre umiltà e la voglia di continuare a sorprendere come abbiamo fatto fino ad oggi".

Nuno Tavares? Ci sono altri calciatori dello stesso tipo oltre a lui?

"L'ho detta in maniera diversa: ho detto che io odio le persone lavative, le persone che hanno grandissimo talento e pensano che non si può migliorare. Ho conosciuto tantissimi campioni, ho giocato con otto palloni d'oro nella mia carriera, vi posso assicurare che la differenza la fanno il lavoro, l'umiltà, lavorare duramente durante la settimana. Ho visto tanti giocatori che hanno grandissimo talento ma che stanno sempre là a fare il compitino, e per me è difficile, perchè per me questo è uno spreco. Nello sport il lavoro paga sempre, e si può sempre migliorare. Se siamo lì in classifica è merito di questi ragazzi, ma bisogna continuare a pedalare. Stiamo provando a fare qualcosa di nuovo e vedo entusiasmo, vedo voglia, so che si fa fatica e certe volte vedo facce affaticate. Però i ragazzi hanno capito bene che se vogliamo giocare in questo modo abbiamo solo una strada, ed è quella del lavoro e di andare forte".

Frattesi ha detto che per Lei farebbe Milano-Roma a piedi. Che ne pensa?

"Io sono uno molto diretto, con Davide ricordo bene quello che ci siamo detti quando ero ct. Sono stato diretto, non mi sentivo a posto con me stesso se non andavo diretto con lui. Le caratteristiche di Davide e la sua bravura le conosciamo tutti, però per un periodo si era smarrito e seduto un po'. Poi sono venuto qua, ci siamo sentiti, l'ho spinto di fare la scelta, ma non era obbligatorio che doveva venire qua. Lo faccio con tutti i miei giocatori, è da un pò di anni che alleno, e devo dire che ho sempre avuto un bellissimo rapporto con i miei ex giocatori. Io posso avere un problema con i giocatori, ma il giorno dopo per me è finito tutto. Non porto rancore, anzi, e se vedo che dall'altra parte c'è onestà e intelligenza a me piace. Dopo è normale, ho un difetto: che voglio che quando si scende in campo si facciano le cose come si deve. Dopo, se uno non ha voglia, viene nel mio ufficio, preferisco mandarlo due giorni a casa, farlo riposare e non vederlo in campo. Chi mi conosce, chi mi frequenta, se ne accorge subito come sono fatto".

Su cosa ha spinto maggiormente in questa sosta?

"È stato facile, perchè li abbiamo fatti lavorare tanto e forte, gli ho dato cinque giorni di riposo perché abbiamo spinto tanto ed è stato giusto farli stare con le loro famiglie, tranne Cancellieri che l'ha combinata, è stato sfortunato. Ho adottato questo sistema: gli davo i contentini, dopo tornavano e li ammazzavamo a livello lavorativo, e dopo recuperavano".

Il punto sugli infortunati?

"Non faccio il dottore, l'abbiamo organizzato di fare uscire il comunicato. Penso che la cosa migliore è che venga il dottore un giorno e spiega le dinamiche come stanno proseguendo. Con Marusic c'era la speranza di riuscire a recuperarlo un pò prima, ci sono state piccole problematiche. Per il resto siamo sulla strada in cui dovevamo andare. Cataldi è da 5-6 giorni che si allena con la squadra".

Su Gudmundsson?

"Ripeto, non faccio il dottore. L'idea è che in questo momento per 10-12 giorni deve rimanere fermo con il tutore e il braccio deve essere bloccato".

Quali saranno le scelte per l'attacco per domani?

"Partono i migliori tre. Dopo a partita in corsa vediamo cosa succederà".

Questione Pellegrini: ne parlerà con la società?

"La società sa quello che penso. Noi abbiamo due posti che possiamo mettere in lista".

Con la società si è affrontato il tema del possibile rinforzo di un altro svincolato con un eventuale mercato bloccato a gennaio?

"Io parlo tutti i giorni con il direttore sportivo. Con il presidente parliamo poco di calcio. Bisogna capire a livello umano e calcistico, ci sono tanti aspetti. Questo è un gruppo che lavora, che sta bene insieme, che ci segue. Bisogna essere molto bravi a non commettere errori, io credo fortemente in questo. Dopo è normale, dipende da cosa ci offre il mercato e da cosa si può fare. Però l'importante è che a livello umano non sbagliamo nulla".

Con il presidente ha parlato della questione tifosi?

"No perchè io non posso parlare del problema tifosi, sinceramente diventa anche stucchevole parlare sempre delle stesse cose. È un aspetto che riguarda presidente e tifoseria. Io posso fare poco: anzi, meno ne parlo e meglio è, perchè dopo si si va a toccare argomenti difficili. La verità è che viviamo in un mondo in cui qualsiasi cosa dici viene strumentalizzata: meno si parla, e meglio è. Per me è una pena giocare in uno stadio come l'Olimpico senza i nostri tifosi. Da oggi non parlo più di questa cosa".

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