Lotito: "Serve un Decreto Legge. Non capisco perché il Parlamento..."
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Intervenuto nel corso di una nuova audizione di Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, davanti alla settima Commissione del Senato, Claudio Lotito è tornato a parlare delle riforme necessarie per il calcio italiano e non solo. Queste le sue parole: "Io intervengo da senatore, troppo comodo creare finti conflitti e incompatibilità.
Anzi, uno dovrebbe fare dell’esperienza maturata in 22 anni nei vari campi, a tutti i livelli. Sono ancora più convinto dell’utilità e del ruolo del Parlamento. Vanno definiti i perimetri di attribuzione: le leggi le fa lo Stato italiano, e quindi il parlamento. Le norme attuative sono competenza della Federcalcio.
Serve un ragionamento a 360°, altrimenti si risolvono, e nemmeno sempre, solo elementi di contorno. Oggi abbiamo la legge istitutiva del professionismo, la 91/81, che ha 45 anni. Oggi ci sono società di capitali, società con investitori esterni a cui va richiesta trasparenza. Noi abbiamo trasformato il calcio femminile in un calcio professionistico, quando le dieci squadre, perché le altre sono di contorno, perdono sistematicamente 6-8 milioni e sono legate alla bontà degli investitori, tant’è che alcune società di Serie A non hanno squadre femminili, perché ritengono siano soldi buttati.
Sono considerazioni che il legislatore dovrebbe fare, visto che abbiamo lanciato il calcio femminile: se i tempi della legge ordinaria sono troppo lunghi, si può fare un bel decreto legge con un bell’ordine del giorno vincolante e indifferibile. Mi chiedo perché il Parlamento si debba privare del proprio ruolo e deve abdicare in favore di persone che non hanno mai messo un euro nel sistema, peraltro gestendo risorse degli altri".
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