Lotito: "Tutti sanno come opero. Alla Lazio ho coperto 550 milioni di debiti"
In un'intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno-Puglia, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato di quando è stato vicino all'acquisizione del Bari e del periodo in cui ha dovuto vendere la Salernitana. Di seguito le sue parole: "Nel mio caso nessuno ha contestato, per il semplice motivo che io ho preso una squadra che stava in Eccellenza, l’ho fatta arrivare in Serie D e ho vinto il primo anno il campionato di Serie D.
Poi sono andato in C2, ho vinto il campionato di C2 e la Supercoppa di Lega. Poi sono andato in C1, ho vinto la Coppa Italia e il campionato. Al quarto anno sono andato in Serie B. Poi l’ho portata in Serie A. Quando ci sono i fatti e si vince, che problema c’è.
Io potevo rimanere altri due anni alla Salernitana, come era successo in passato con Tanzi e altri casi. Invece mi hanno obbligato a vendere, nonostante una delibera dell'assemblea della Lega di Serie A, approvata all'unanimità, dicesse che la società non doveva essere venduta il 30 dicembre se avesse superato il campionato. Alla fine, l’hanno venduta il 31 dicembre, a mezzanotte meno un minuto, per 10 milioni.
Io ho lasciato una società che aveva 26 milioni di cassa, 37 milioni di valore dei giocatori e una stima complessiva, fatta da loro e non da me, di 80 milioni. Questa è la storia, questo ha fatto Lotito per i granata. Se ho pensato più alla Salernitana che alla Lazio? No. Alla Lazio ho coperto un debito di 550 milioni e ho vinto tanto, che poi i tifosi mi contestino è un altro paio di maniche.
Il Bari? Io ero rientrato dalla montagna, appena tornato a Roma, avevo costituito la società, l’avevo finanziata e tutto, poi è stata fatta una scelta diversa. La mia storia la conoscete. Tutti sanno come opera Lotito. Io non vendo sogni, porto risultati. Parlano i fatti, ho seguito le mie società stagione per stagione facendo investimenti. Poi ognuno faccia le sue valutazioni. Oggi acquisterei oggi il club? No, non posso farlo perché il Bari è in Serie C. E tra non molto non si potranno avere due società nel settore professionistico."
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