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Massucci: "Questione rapporti con le tifoserie? Convocherò i dirigenti di Roma e Lazio"

Stefania Palminteri
Le parole del questore di Roma Roberto Massucci rilasciate in un'intervista a Il Messaggero: il suo pensiero relativo al tema delle tifoserie

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Roberto Massucci, questore di Roma, ha rilasciato un'intervista ai taccuini de Il Messaggero. Nel corso dell'intervista, il questore di Roma ha offerto il proprio commento riguardo all'assenza di incidenti nelle manifestazioni sportive: "Nonostante un risultato che ci rende orgogliosi, avvertiamo i sintomi di un rischio. Il rapporto tra i club e le tifoserie è assolutamente deficitario. Non ci siamo".

Allo stesso tempo, il questore ha sottolineato la differenza tra i club italiani e quelli presenti all'estero: "All'estero i grandi club hanno dei veri e propri dipartimenti del tifo, delle unità organizzative che si rivolgono ai tifosi per capire i loro bisogni, per semplificargli la vita quando si acquista un biglietto, o spiegare banalmente come si accede allo stadio, mettendo in campo le tecnologie che funzionano come telepass. Negli anni trascorsi all'Osservatorio nazionale, siamo andati a verificare i modelli di altri Paesi, soprattutto di federazioni molto strutturate come quella tedesca, inglese, olandese, in generale dei Paesi del Nord Europa. Rispetto a loro, le società italiane sono in ritardo. Hanno inserito obtorto collo negli organigrammi la figura del "support liaison officer" perché lo prescrivono le licenze Uefa, e non potevano farne a meno. E infatti non funzionano".

Il questore Massucci ha poi parlato delle tifoserie della Capitale: "Ai gruppi organizzati, quelli più appassionati, non va tolto il protagonista, anzi va valorizzato. Ma gli ultrà non sono tutti tifosi. Non va dato loro il potere di decidere quando si gioca una partita". Infine, il questore Massucci ha espresso la volontà di convocare i dirigenti di Roma e Lazio per affrontare la questione dei rapporti con le tifoserie: "Sì, in avvicinamento al prossimo campionato, cercherò di invogliare le due società a seguire questastrada, cioè a creare una struttura articolata, vera, che gestisca i rapporti con il proprio pubblico. Prendiamo la Roma: sta costruendo il nuovo stadio. Ma fatto lo stadio, vanno fatti i tifosi. Sarebbe un peccato se questa operazione destinata a rafforzare l'immagine del club venisse rovinata dai comportamenti sbagliati di alcune frange, trasformandosi in un vulnus. I ruoli devono essere ben chiari. La società non può delegare funzioni proprie a una parte della tifoseria".