Città Celeste Lazio News Moscè e la Lazio come poesia: «Quando tornano gli dèi» è in libreria

Moscè e la Lazio come poesia: «Quando tornano gli dèi» è in libreria

Stefania Palminteri
Cinquant'anni di biancoceleste tra campioni, comprimari e partite di una volta. Il nuovo libro dello scrittore marchigiano, edito da Avagliano.

Ci sono libri che raccontano la Lazio e libri che la cantano. «Quando tornano gli dèi. La poetica della Lazio» di Alessandro Moscè, pubblicato da Avagliano, è uno di quelli che la cantano. Non è una cronistoria, ma un viaggio lungo cinquant'anni di biancoceleste, dove il calcio smette di essere schema e risultato e diventa mito, stile, forma.

Moscè è poeta e romanziere, è tradotto in mezzo mondo ed è stato finalista al Premio Flaiano. Rimette in campo i campioni rimasti nella memoria di tutti, ma anche i comprimari, quelli che il tempo ha lasciato ai margini e che pure hanno cucito la trama della leggenda. Accanto a loro ci sono i dirigenti, le figure che hanno fatto la storia del club, e le partite di una volta, quelle capaci di fermare il tempo. Sullo sfondo c'è sempre Roma, palcoscenico eterno per le gesta di quelli che l'autore chiama, appunto, «dèi».

Tra le pagine sfilano anche gli scrittori che hanno tifato e tifano Lazio, da Guy Chiappaventi a Franco Cordelli, da Marco Lodoli ad Aurelio Picca, fino a Emanuele Trevi e Valentino Zeichen, con aneddoti che li riguardano da vicino. E ritorna Pier Paolo Pasolini, con la sua idea del calcio come ultima rappresentazione sacra del nostro tempo, dopo la messa e il teatro. Il risultato è un libro che usa la fede biancoceleste come filtro per leggere la vita e le sue parabole. Una dichiarazione d'amore che l'autore riassume in una frase sola: «La Lazio è la mia poesia».

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