news

Lazio Focus: quella mentalità vincente pretesa dai leader biancocelesti

ROME - FEBRUARY 9:  Roberto Mancini, coach of Lazio, watches the action during the Serie A match between Lazio and Torino, played at the Olympic Stadium, Rome, Italy on February, 2003.  (Photo by Grazia Neri/Getty Images)

La prestazione negativa con il Bologna ha evidenziato ancora una volta la mancanza di mentalità vincente all'interno del gruppo biancoceleste

redazionecittaceleste

L’insostenibile leggerezza del non essere. La vittoria nel derby della Capitale da decenni regala la stessa sindrome a Formello. La stracittadina purtroppo continua a essere considerata la sfida che vale una stagione, e per questo motivo un’affermazione contro la Roma genera immancabilmente estasi e rilassatezza. Nel giro di otto giorni la Lazio è passata dal trionfo alla sconfitta più atroce; al di là del largo punteggio del Dall’Ara, la debacle è stata clamorosa perché la Lazio non ha proprio giocato la partita. Pessimo approccio alla gara, giocatori distratti - “con la testa fra le nuvole“, dirà in conferenza il tecnico Sarri - una formazione lontana anni luce da quella vista otto giorni prima allo stadio Olimpico.

Roma a livello calcistico continua a essere una città provinciale. Sono state rare le occasioni in cui - all’interno del Raccordo Anulare - si è pensato in grande. Dall’una, e dall’altra parte della sponda del Tevere. Alla Lazio di Sergio Cragnotti servì Roberto Mancini per spazzare via quel pessimismo cosmico che aleggiava all’interno dello spogliatoio. Aria nuova nello stanzone di Formello e una nuova filosofia: Mancini allontanò il misero pensiero ereditato dagli anni ottanta - e in parte degli anni novanta spingendo la Lazio verso nuovi orizzonti. Roberto Mancini fu il fedele scudiero di Sven Goran Eriksson, prese la Lazio per mano, denunciò pubblicamente l’ambiente di provincialismo, educò i laziali spingendoli a pensare in grande. E dal quel momento in avanti, furono trionfi.

Dal punto di vista psicologico la Lazio sta attraversando in questo momento un periodo simile al primo periodo manciniano: ci si esalta per una vittoria di Pirro, si perde concentrazione, ci si distrae, si inciampa davanti al primo ostacolo. Ieri negli spogliatoi del Dall’Ara il tecnico Maurizio Sarri ha chiamato a rapporto la squadra, sottolineando le criticità del momento. “E’ un problema mentale, più che tecnico o fisico, è una questione di mentalità“. La denuncia - anticipata ai suoi giocatori - è stata poi ripetuta davanti a taccuini e telecamere. “La Lazio non ha la mentalità vincente“. Una criticità che abbraccia l’intero ambiente, e che il tecnico vorrebbe risolvere in fretta. Un problema di non poco conto per chi - come Sarri - è un allenatore vincente.