ESCLUSIVA – Belleri: “Lazio, quanti problemi di Covid: l’anno scorso avresti vinto lo scudetto. Bayern Monaco? Io ci credo”

Manuel Belleri, ex giocatore della Lazio, ha rilasciato una lunga intervista in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it

di redazionecittaceleste

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Di Giovanni Manco e Federico Di Placido

ROMA – L’ex calciatore della Lazio, Manuel Belleri, ha rilasciato alcune parole in esclusiva ai microfoni di CITTACELESTE.IT:

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SULLA STAGIONE DELLA LAZIO

“La Lazio la seguo praticamente sempre, anche se qui dove vivo (Giappone, ndr) ci sono otto ore di fuso orario e non sempre riesco a farcela. Ho visto delle buonissime prestazioni alternate a momenti di debolezza dovute al Covid. Questa circostanza ha dato problemi ad Inzaghi che ha dovuto spesso fare a meno di giocatori preziosi. Stasera mi aspetto un risultato importante perché credo che il Benevento sia alla portata. Ma per fare in modo che ciò accada, ci vuole concentrazione e cattiveria. Altrimenti rischia di essere una partita difficile”.

SU SIMONE E FILIPPO INZAGHI

“Penso che fosse scritto nel loro destino che sarebbero diventati allenatori. Simone l’ho conosciuto bene visto che siamo stati compagni di squadra al Lumezzane, all’Atalanta e alla Lazio. Sono contento di ciò che sta facendo, quando era giocatore si vedeva che aveva tutte le carte in regola per fare il tecnico. Era un giocatore molto preparato sugli avversari che andava ad incontrare. Quando eravamo insieme nella Capitale aveva dei problemi alla schiena, ciononostante metteva una passione unica in quello che faceva: dagli allenamenti allo studio delle partite. Relazionarsi con le persone credo che sia una cosa fondamentale per un allenatore di alto livello. Un tecnico che arriva in Serie A è scontato che conosca i moduli, ma non è certo che ci sappia fare anche con le persone. Solo così si può tirare fuori dai propri giocatori il cento percento. Ritengo quindi che i suoi lati migliori siano la lettura delle partite e l’aver creato un rapporto con i propri uomini. Non a caso Immobile l’ha voluto lui e sta facendo grandi cose. Il merito è da attribuire sia al rapporto con Inzaghi che alle sue grandi doti da calciatore. Tutti e due gli Inzaghi si vedeva che avrebbero fatto bene anche come tecnici”.

SULLA SFIDA CON IL BENEVENTO

“Un po’ di emozione può starci ad inizio gara, ma credo che una volta che verrà dato il fischio d’inizio i sentimenti verranno messi da parte. Le squadre giocheranno per vincere. Poi, a fine partita, tornerà anche il tempo di emozionarsi. Durante la sfida però si penserà a giocare”.

SULLA CHAMPIONS LEAGUE

“Onestamente credo che la Lazio non sia arrivata in Champions League per caso. Penso piuttosto che dietro ci fosse della programmazione. Più delle tre competizioni nelle quali è impegnata la Lazio, credo che ad aver dato problemi sia stata l’emergenza sanitaria. Se la Lazio non ha sempre giocato nella stessa maniera, la colpa è anche della pandemia. Le assenze pensanti e il turnover forzato hanno influito sul cammino del club. Sicuramente Inzaghi aveva previsto una rotazione diversa dei suoi. La rosa per giocare in tre competizione c’è”.

SULLO SCORSO CAMPIONATO

“L’anno scorso dicevo che la Lazio avrebbe assolutamente vinto lo scudetto. Le situazioni per farcela c’erano tutte. Sarebbe stato un grande risultato finale. Credo proprio che se non ci fosse stata la pandemia, i biancocelesti avrebbero fatto sognare i propri tifosi con la vittoria del campionato”.

SUL BAYERN MONACO

“Sarà una partita molto difficile, al di là della rosa del Bayern. Hanno le possibilità economiche per fare qualcosa in più di tante altre. Per non parlare della loro esperienza. D’altro canto si tratta di una squadra che ha già vinto la Champions e la Lazio, non dico che non abbia proprio nulla da perdere, però può avere dalla sua un pizzico in più di libertà mentale. Ogni tanto nel calcio capita di assistere a risultati inaspettati. Io ci credo, la squadra ha qualità e non vedo perché non dovrebbe giocarsi il passaggio del turno. Farcela sarebbe stuzzicante, quindi perché no? Vincere darebbe una grandissima spinta, mente la sconfitta non cambierebbe granché. Ho sempre detto che per un giocatore come me, la Lazio è stato il punto più alto della carriera. Ho sempre ringraziato la società e i tifosi per quello che mi hanno dato. Sono ancora molto legato ai questi colori e a questa maglia. Mi piace sempre seguirla”.

SULLA VITA IN GIAPPONE

“Qui va bene, sono il direttore tecnico di una delle scuole calcio del Milan. Ho bambini che vanno dai 4 ai 12 anni. Poi faccio anche delle lezioni private, sempre in accordo con i rossoneri, a ragazzi invece più grandi. In più faccio anche l’allenatore di una squadra con cui giochiamo il fine settimane. Sto facendo una bella esperienza, qui ho imparato diverse lingue. Un giorno mi piacerebbe tornare in Italia”.

SUL FUTURO

“Mi piacerebbe tantissimo far parte di qualche staff. Ho visto molti ex calciatori riuscire a lavorare al seguito di tecnici blasonati. Il mio obiettivo sarebbe questo, purtroppo ogni tanto le opportunità fanno fatica a nascere. Qui in Giappone mi hanno dato chance che in Italia non ho avuto. Spero che questo sia il mio futuro dopo aver appeso gli scarpini al chiodo”. E intanto, parlando del mercato della Lazio, arrivano grosse indiscrezioni: “9 trattative possibili a gennaio!” >>> LEGGI SUBITO LA NOTIZIA

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