Inzaghi, non un semplice allenatore. Anche stratega e mentore

Simone Inzaghi ha legato il suo nome a quello della Lazio per più di vent’anni. Prima attaccante ora allenatore della prima squadra della Capitale

di redazionecittaceleste
Simone Inzaghi, allenatore della S.S. Lazio.

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ROMA – Non tutti i “top player” scendono in campo, alcuni restano in panchina. Specialmente se per mestiere fanno gli allenatori. Questo è il caso di Simone Inzaghi, dapprima centravanti della formazione biancoceleste ora allenatore professionista da già quattro anni. Il tecnico arrivò nella capitale quando era poco più che un semplice ragazzo. Nel calcio degli anni novanta Simone dovette confrontarsi con i migliori, riuscendosi a ritagliare un ruolo non indifferente nel mondo del calcio. Con i suoi quattro goal segnati al Marsiglia in una sola partita, l’attuale allenatore dei capitolini è l’unico ad aver fatto così bene in una singola partita continentale. Da lì in poi ne è passata di acqua sotto i ponti, ma Inzaghi ha sempre mantenuto il suo self control che lo contraddistingue. E’ vero, il mister è una persona molto pacata, tranne quando la Lazio segna. Ma d’altronde questo succede quando prima di tutto si è tifosi. Con le sue intuizioni, il 3-5-2 prima e l’adattamento di Correa e Luis Alberto nel suo modulo, hanno fatto di Inzaghi uno degli allenatori più appetibili del panorama europeo. Complice anche il suo affiatamento con i propri uomini. L’auguro è che quel ragazzo possa crescere ancora sulla panchina della prima squadra della Capitale, portando ancora tante gioie al popolo di fede biancoceleste.

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