Lazio, il battito d’ali di farfalla che ha cambiato tutto

C’è un orario, una data, un istante, un nanosecondo in cui è cambiata la storia della stagione dei biancocelesti

di redazionecittaceleste

ROMA- Fino a che la Lazio non ha ingranato la quinta, portando a casa otto vittorie consecutive in campionato, gli addetti ai lavori tendevano a snobbarla. Le sconfitte con Inter e Spal ad inizio stagione ed il cammino disastroso in Europa League la ponevano al centro di critiche feroci, tanto da dubitare addirittura delle permanenza di Inzaghi sulla panchina biancoceleste. Poi si è aperta un’altra dimensione, un battito di ali di farfalla in più dall’altra parte del mondo e tutto è cambiato.

Sono le ore 16 del 19 ottobre, sull’orlo del burrone c’è una squadra che è stata stuprata dall’Atalanta nel primo tempo, tre a zero secco e tante occasioni gettate alle ortiche dagli uomini di Gasperini. I capitolini rientrano in campo con due o tre pigli giusti e fanno scomparire i bergamaschi dal rettangolo verde. Uno-due micidiale Immobile (su rigore) e Correa al 69′ e al 70′. La Lazio è di nuovo in partita e concretizza la clamorosa rimonta al 93′ con il secondo penalty trasformato da King Ciro. I tifosi nerazzurri sugli spalti dell’Olimpico si guardano esterrefatti. La stampa minimizza l’impresa della Lazio, “sicuramente più demeriti dell’Atalanta”.

Tra il 27 ottobre  ed il 3 novembre i biancocelesti sono attesi da un trittico di partite che definire arduo è un eufemismo, i capitolini passano a Firenze per 2 a 1, demoliscono il Torino in casa per 4 a 0 e sfatano il tabù San Siro col Milan grazie al Tucu Correa. “La Lazio è in ripresa” affermano da più parti i giornalisti, i giornalai e chiunque non conosca la grandezza effettiva della prima squadra della capitale. I ragazzi di Inzaghi hanno la meglio su Lecce, Sassuolo e Udinese, sono sei le vittorie consecutive, momento positivo, ma “gli ultimi tre successi erano prevedibili”.

Arriviamo al 7 dicembre, Lazio-Juventus, i bianconeri spezzeranno la magia che aleggia sulle aquile. “Ma de che”, i biancocelesti rifilano un sonoro 3 a 1 e anche i più scettici cominciano a farsi qualche domandina in più. “Il Cagliari è lanciatissimo, la corsa dei laziali è destinata a concludersi alla Sardegna Arena”, qualcosa va storto nelle previsioni dei professoroni del calcio. La Lazio la spunta in maniera incredibile nei minuti di recupero, è ufficialmente in lotta per il tricolore a soli tre punti da Inter e Juventus.

“Ronaldo & co. giocheranno con il coltello fra i denti”, “con il sangue agli occhi”, “avranno il dente avvelenato”. La partita di Supercoppa a Riyad ha una vincitrice designata, i campioni d’Italia faranno un sol boccone della Lazio, devono vendicare il passo falso in campionato. Ops, che peccato! I biancocelesti giocano al gatto col topo con i tanto decantati bianconeri, li fanno tirare una sola volta in porta e li affossano segnando altri tre goal a quella che doveva essere la difesa più forte di tutti i tempi. La Lazio vince il primo trofeo della stagione e rifila 6 goal in 15 giorni ad una delle regine d’Europa. Non sappiamo bene quanto sia rara la farfalla dall’altra parte del mondo, ma siamo certi che le sfumature preponderanti delle sue ali siano biancocelesti.

 

 

 

 

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