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Lazio, il coronavirus e la differenza dei tamponi tra UEFA e Serie A

La Lazio può tirare un sospiro di sollievo: alcuni giocatori apparentemente postivi al Covid sono tornati in gruppo e oggi saranno disponibili

di redazionecittaceleste
notizie Lazio: differenze tra tamponi

Notizie Lazio

ROMA – La settimana che sta per concludersi è stata una delle più calde degli ultimi anni in casa Lazio. Tra le fila biancocelesti c’è stata la possibilità dell’esplosione di un piccolo focolaio all’interno del centro sportivo di Formello, alla fine però dei tanti nomi fatti solo tre giocatori sarebbero risultati postivi al coronavirus. Anche se la società non ha indicato i nomi, i contagiati sono da rintracciare nella lista degli indisponibili per la gara di oggi pomeriggio contro il Torino: Vavro, Escalante, Luis Alberto, Lazzari e Djavan Anderson. Gli altri invece, saranno a disposizione.

I TAMPONI – L’edizione odierna del Corriere dello Sport ha provato a fare chiarezza spiegando le differenze tra i tamponi della UEFA, ovvero quelli validi per le competizioni continentali, e quelli della Serie A:

Notizie Lazio: calcio e coronavirus
Notizie Lazio: calcio e coronavirus

In Italia: Il protocollo è nato nella scorsa primavera e ha subito gli ultimi aggiornamenti venerdì scorso. Prima i controlli dovevano essere effettuati ogni 4 giorni, ora invece è necessario farli a 48 ore dalla sfida. Se un giocatore viene trovato positivo, tutti gli altri vengono sottoposti a controlli più approfonditi: i test antigenici. In base al risultato dei test, che può essere negativo o debolmente positivo, il giocatore può essere convocato. I risultati devono arrivare a 4 ore dal fischio d’inizio della gara. Il quotidiano però ha precisato anche che la Lega non esercita nessun controllo specifico sui risultati.

In Europa: La UEFA ha trovato un’accordo con la SynLab per certi tipi di esame ed ha escluso, di comune intesa con loro, i test antigenici. Ciò vuol dire che nelle competizioni continentali vengono usati solo i tamponi classici, comunemente chiamati naso-faringei. I test vengono fatti dalle 72 alle 48 ore precedenti alla sfida, in base se una squadra gioca in casa o in trasferta. I risultati vanno comunicati non oltre le 6 ore precedenti alla gara. Se un giocatore risulta contagiato, anche se con carica bassa, è da escludere e non può essere utilizzato. Per l’organo continentale, la soglia di tolleranza è molto più bassa al campionato italiano.

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