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Lazio, Immobile e un’altra serata da dimenticare con l’Inter

redazionecittaceleste

Appena un tiro in porta, la palla persa che vale il 3 a 1 nerazzurro e infine pure il cambio

ROMA - Tutto confermato ieri a San Siro con una prova anonima, appena un tiro mogio in porta e tanti palloni persi. Immobile ha il tallone da killer, ha il fucile intasato quando vede l’Inter. Appena due cartucce sparate contro i nerazzurri da quando veste la maglia biancoceleste. Una in Coppa Italia, solo un’altra in campionato addirittura lo scorso 16 febbraio su rigore. In carriera sono quattro reti in totale. Insomma persino per un cecchino infallibile, che viaggia a una media di 0,61 gol ovvero la quarta di sempre, c’è ancora qualche tabù da sfatare. Ciro si è bloccato di nuovo al cospetto di Conte. L’anno scorso c’era riuscito sbloccandosi al ritorno e lanciando il sogno tricolore. Stavolta ecco un altro passo falso e lo scontro straperso contro Lukaku nella corsa al titolo di capocannoniere. Sorpassato dal belga, Immobile resta fermo al Cagliari e alla sua quattordicesima rete.

COLPEVOLE

Il presagio era evidente, è diventato un incubo da cui uscire. Rievocava un altro brutto ricordo l’Inter a Immobile. Era partito dalla panchina lo scorso 25 settembre 2019 pagando la sceneggiata contro Inzaghi col Parma per la sostituzione e una clamorosa punizione. Stavolta Inzaghi lo ha sostituito e questo è successo davvero poche volte. Al settantesimo, capo chino e tanto sudore inutile, Ciro ha lasciato il campo senza aver mai inciso e avendo provato una sola volta la conclusione. Non solo, il bomber partenopeo si macchia pure del reato d'aver perso la palla al limite dell'aria nell'ultimo contropiede che taglia le gambe. La Lazio aveva appena recuperato con Escalante, Ciro ha regalato a Lukaku e Lautaro il 3 a 1 che ha chiuso definitivamente il match.

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