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Lazio, la spagnoleggiante euforia dei biancocelesti

Lazio, la spagnoleggiante euforia dei biancocelesti

I risultati e il gran calcio offerto dalla Lazio sono anche merito di uno spogliatoio affiatato. Nel club biancoceleste figura il blocco spagnolo

di redazionecittaceleste

ROMA – Ogni spogliatoio che si rispetti ha diversi blocchi al suo interno. Se si dà un’occhiata a quello della Lazio, si noterà quello formato dai giocatori spagnoli, o comunque di influenza iberica. Se si prende d’esame la rosa delle prime scelte, spicca senz’altro l’asse Luis Alberto-Correa. Il primo, andaluso dalla nascita, è uno dei pochi giocatori spagnoli ad aver ben figurato in Serie A. Al suo fianco, qualche metro più avanti, nello scacchiere di Inzaghi è presente il “Tucu“. Il fantasista argentino parla la stessa lingua, calcistica e non solo, del “Mago“. Questo ha agevolato l’intesa tra i due calciatori. Sempre nel reparto avanzato va menzionato anche Caicedo. L’ecuadoriano, come i suoi compagni di squadra appena elencati, ha militato in Spagna per diversi anni, prima di raggiungere l’apice della sua carriera in biancoceleste. Qualche metro dietro a loro c’è Milinkovic-Savic. E’ vero, è serbo e gioca per la sua nazionale. Ma il luogo che diede i natali al “Sergente” si trova in Catalogna e si chiama Lerida. Lecito perciò pensare che i suoi compagni lo sentano in qualche modo “uno di loro“. Forse non è un caso che quattro dei giocatori più incisivi della Lazio siano di origini o d’influenza spagnola. Forse la terra del “Tiki Taka” ha dato loro un modo diverso di approcciarsi al pallone. Tralasciando le varie suggestioni, per completare la rosa bisogna menzionare altri due tesserati. Uno di questo è Patric. L’esterno duttile è un pupillo del tecnico piacentino. Da diverse sessioni di mercato Inzaghi ha preferito non privarsi di lui. Chissà che non sia anche per questo motivo. Per ultimo, in ordine di arrivo in rosa, c’è anche Jony. L’ex Malaga è appena arrivato e deve ancora ambientarsi. Il DS lo andò a scovare tra le file del Deportivo Alaves, club nel quale era in prestito e con cui ha giocato una buona stagione. L’esterno sinistro è giunto a Roma con le credenziali di terzo miglior assistman della Liga. A questo punto non sarebbe clamoroso pensare che, una volta entrato appieno nel blocco degli “spagnoleggianti“, potrà anche lui fare la differenza in campo.

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