Lazio-Morace, una panchina in famiglia

L’allenatrice della sezione Women guiderà la squadra con la moglie come vice

di redazionecittaceleste

ROMA – ROMA Sorriso appena accennato, ma delicato e al tempo stesso fiero e sereno. Pantaloni scuri, camicia bianca ed elegante come non mai, Carolina Morace è tornata. E il suo è un ritorno speciale, nella società dove la sua leggenda ha avuto inizio, la Lazio. La sede è quella delle grandi occasioni, lo stadio Olimpico, seduto accanto a lei, in questo primo giorno, c’è il presidente Lotito, orgoglioso e felice come un bambino nel poter dire a tutti che la sua nuova “creatura”, la Lazio Women, sarà guidata e rappresentata da un’icona del calcio italiano e mondiale. Un pioniera nel mondo del pallone. La prima donna ad allenare una squadra di uomini, la Viterbese del vulcanico Luciano Gaucci, o ad entrare nella Hall of Fame del calcio italiano. Per lei tantissimo rispetto e, spesso, malignità gratuite, soprattutto da parte dei maschietti che poco consideravano questa ragazza di talento e dal gol facile, ma con un carattere d’acciaio. Ed è proprio l’acciaio che l’ha portata in alto, lì dove qualche calciatore non arriverà mai. Ebbene, da ieri Carolina (57 anni da compiere venerdì) è tornata a fare quello che più le piace, allenare una squadra di calcio e non sarà una qualsiasi, bensì la società dove tutto è iniziato ventitré anni fa.

MENAGE FAMIGLIARE
Era da maggio del 2019, quando interruppe bruscamente il suo contratto col Milan (si sussurra per problemi con Leonardo ora al Psg) che aspettava l’occasione giusta per rimettere gli scarpini, calcare un campo d’erba e incidere con le sue idee. Una sfida affascinante, soprattutto in questo momento per il boom che sta avendo in tutto il paese il calcio femminile. E questa nuova e avvincente avventura l’ha intraprenderà con Nicola Jane Williams, la moglie, 38 anni, inglese di nascita e australiana d’adozione, calciatrice e tecnico di grande livello, che le farà da vice, come è già accaduto al Milan due anni fa. Un connubio vincente sul terreno di gioco, ma soprattutto nella vita di tutti i giorni. Un amore rivelato da Carolina che a ottobre dello scorso anno, in occasione dell’uscita del suo libro, fece coming out, rivelando a tutti che la love story con Nicola. Talmente innamorate che nel 2012 si sono sposate due volte, la prima a Bristol su una nave da crociera, la seconda in Australia. Una storia bellissima e allo stesso tempo un atto di coraggio, considerati gli stereotipi che ci sono nel nostro Paese quando a mescolarsi sono il calcio e gli orientamenti sessuali. Prima in tutto, si diceva, anche nel lavorare con la propria moglie al proprio fianco. Sintonia perfetta e nel calcio, si sa, non è una cosa da poco. “Io e mia moglie insieme alla Lazio? Nessun problema, siamo due professioniste ”, risponde lei. Dà la sensazione di essere infastidita, come temesse che dietro la domanda ci fosse quella fastidiosa punta di discriminazione che evidentemente ancora troppo spesso avverte, ma che ovviamente in questo caso non c’è.

RITORNO A CASA
Alla Lazio potrà riprendere da dove aveva lasciato 23 anni fa, ovvero spingere il movimento del calcio femminile da dentro e tramite una squadra prestigiosa. Far capire alle ragazze che giocare a pallone non vuol dire essere dei maschi mancati, ma inseguire il proprio sogno perché potrebbe diventare anche un lavoro e non certo “uno scarto del calcio maschile”. Carolina sa bene quello che vuole e come poterci arrivare. Lei e Jane sono pronte alla battaglia, stimolate e desiderose di insegnare e incidere, a cominciare dalla Lazio e alla promozione in serie A. “Avevo lasciato una lazietta che ancora si allenava al Mestrelli di Tor di Quinto e ritrovo un club di dimensione internazionali. E’ il ritorno a casa, cosa più bella ed emozionante non ci poteva essere”, dice Carolina col sorriso ma anche con la voce di chi è pronto a vincere la battaglia. L’ennesima.

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