Serie A, i nodi sul protocollo: si tratta con medici e Governo

Secondo quanto riportato quest’oggi da Il Messaggero, ci sono alcuni nodi per la ripartenza della serie A. Mentre alcuni campionati riprendono

di redazionecittaceleste

ROMA – Mentre alcuni campionati in Europa riprendono e l’Italia riparte in quasi tutti i suoi settori, solo sul campionato di serie A c’è ancora un grosso punto interrogativo. Conte e Spadafora frenano, sebbene ci sia apertura. Il nodo principale è il nuovo protocollo imposto dal Comitato Tecnico Scientifico, ritenuto inapplicabile dai club, come riportato quest’oggi da Il Messaggero. Ci sono alcuni nodi, ecco quali. Il più importante e forse insormontabile è quello della quarantena obbligatoria per tutta la squadra per 14 giorni. Si lavora per allentare questo problema, sul modello tedesco. Gli altri nodi sono di più facile soluzione: niente ritiro di due o tre settimane subito, si può anche fare ma di una settimana/dieci giorni solo a ridosso della ripresa del campionato. In questo senso al movimento intero gioverebbe lavorare su una data certa e sicura. Inoltre società e giocatori spingono per avere più tamponi. Nei prossimi giorni è atteso un incontro con il Governo e se ne saprà di più, si tratta per ripartire. La sensazione è che da tutte le parti c’è la volontà del lieto fine a questa storia. Anche perché ne beneficerebbero tutti.

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