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DIARIO DI BORDO - DAY 5. Klose dell'altro Mondo,Basta sosia di Cecco. Per dessert tre Pere..irinha

redazionecittaceleste
AURONZO DI CADORE – Buona domenica, cantava il grande Antonello Venditti e così si apre anche questo primo fine settimana del ritiro auronzino della Lazio. La gente aumenta, oggi circa 150 persone hanno assistito al battesimo del campo per la nuova Lazio. Durante la notte una pioggia scrosciante ha accompagnato…

AURONZO DI CADORE – Buona domenica, cantava il grande Antonello Venditti e così si apre anche questo primo fine settimana del ritiro auronzino della Lazio. La gente aumenta, oggi circa 150 persone hanno assistito al battesimo del campo per la nuova Lazio. Durante la notte una pioggia scrosciante ha accompagnato il nostro coma profondo tra le calde lenzuola della nostra depandance. Mattinata che scorre nel quadrato disegnato da Pioli che vuole una squadra corta e aggressiva, deve divorare gli avversari. Occhi puntati su Danilo Cataldi, cuore di Roma e laziale dentro a dare quel tocco di lazialità che manca ormai da decenni in casa Lazio da quando Paolo Di Canio è corso a squarciagola sotto la Sud con l'indice rivolto versi i dirimpettai giallorossi memore del grande Long John. Attenzione però a non gridarlo troppo ad alta voce, altrimenti Danilo qualcuno potrebbe mandarlo via, a buon intenditor poche Parolo. Si aprono le danze in casa Lazio, Pioli vara la sua nave contro il modesto Auronzo e riscopre un goleador d'altri tempi, Bruno Pererinha che, da buon portoghese fa vedere il suo profilo migliore servendo tre bicchieri di buon Oporto che ubriacano la difesa avversaria. L'ex Sporting Lisbona sembra trovarsi a suo agio nel ruolo di esterno alto d'attacco, sperando solo che non sia un abbaglio, come si dice, se son rose fioriranno. Oggi agli autografi si è presentato Dusan Basta, numero 8 sulle spalle, capello biondo e per un attimo ho chiuso gli occhi e ho rivisto in lui il grande Luciano Re Cecconi, i ruoli sono diversi, ma la generosità in campo sembra essere la stessa così come la somiglianza fisica impressionante.Un passerotto è venuto a farci visita nel gabbiotto adibito per la stampa, prima dell'inizio della partita, un breve cinguettio forse sperava di incontrare Olimpia che ha dovuto rimandare il suo volo per le non perfette condizioni atmosferiche.Chi urla invece con i boccali di birra in mano è il popolo tedesco che alza al cielo la quarta Coppa del Mondo 24 anni dopo l'ultimo successo in Italia. Noi l'abbiamo scippata a loro in casa e loro hanno fatto lo stesso con noi nel 1990, corsi e ricorsi storici. Alla Ribotta il popolo laziale ammirava i suoi gioelli più luccicanti: Klose contro Biglia che in contrasto hanno fatto anche a sportellate. Alla fine ha trionfato il Kaiser tedesco che aggiunge un altro vessillo alla sua carriera sfolgorante. Un campione e un vice campione del Mondo in casa Lazio, roba d'altri tempi e come direbbe Diego Abbatantuono: “scusate s'è poco!”. Domani sveglia alle ore 8,20, Pioli ci aspetta in conferenza stampa e come un Canova di turno ci spiegherà come intende cesellare la sua creatura.

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