FOCUS – Lazio, è tutta un’altra musica

ROMA – Giovani e spietati, sfrontati al punto giusto e mai domi. Hanno portato una ventata di freschezza in una rosa che invecchiava come una forma di Grana. Felipe Anderson si sta confermando ad ottimi livelli, la cura bastone e carota di Pioli sta funzionando, mostrando la bella copia rispetto…

di redazionecittaceleste

ROMA – Giovani e spietati, sfrontati al punto giusto e mai domi. Hanno portato una ventata di freschezza in una rosa che invecchiava come una forma di Grana. Felipe Anderson si sta confermando ad ottimi livelli, la cura bastone e carota di Pioli sta funzionando, mostrando la bella copia rispetto a quella sbiadita dello scorso anno.

Tounkara, il bad boy biancoceleste, ha sulle spalle la numero 45 come Balotelli il suo idolo, ma di lui non ha preso solo la parte stravagante fuori dal campo, mette a sedere Rui Patricio, decide la sfida con il Bari, nonostante giochi con il contagocce timbra sempre il cartellino. Keita, sulle spalle il numero 14 di Cruijff, mica uno qualunque, quando decide di puntare un avversario lo salta sempre. La fascia sinistra è il suo territorio di conquista, guai a chi gli si presenta di fronte, lo salta netto con uno slalom stile Alberto Tomba dei tempi belli. Finalmente, dopo tanto tempo, un romano e laziale, torna qui da protagonista. Danilo Cataldi, dopo l’esperienza in Calabria, che gli è valso il titolo di uno dei migliori interni destri di centrocampo nel campionato cadetto, ha convinto il mister, incarna la giusta dose di qualità e quantità, mista ad un buon tiro dalla distanza. A fianco del maestro Ledesma può solo crescere, ora è più maturo, ma quella punizione gioiello in finale contro l’Atalanta che è valsa lo Scudetto Primavera è ancora viva negli occhi di tutti i laziali. 78 anni in 4, il futuro della Lazio si muove sul cammino dei loro scarpini,per infiammare un pubblico tutto da rinconquistare.

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