REPLAY - Di Padre in Figlio, fischio finale: trionfa la Lazio del 2000. Diretta WEB TV - VIDEO & FOTO
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ORE 22.30 - FISCHIO FINALE: la Lazio del 2000 è ancora una volta campione!!
ORE 22.10 - Ai nostri microfoni è intervenuto Sandro Nesta
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ORE 22.05 - Tocca, ora, alla Lazio dei meno nove sfidare quella del 2000: per ora risultato fisso sullo zero a zero
ORE 20.40 - Il secondo match si gioca tra Lazio del 2000 contro quella del '74: l'uno a zero per i primi lo firma Dejan Stankovic con un destro da fuori area
ORE 21.35 - Un pensiero va anche a Fiorini
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ORE 21.25 - Altro striscione d'amore per i colori biancocelesti: "Un amore così grande. Un amore così"

ORE 21.20 - Il primo mini match è tra la Lazio dei meno 9 e quella del '74: c'è anche l'ammonizione per Bernardo Corradi
ORE 21.05 - Striscioni anche in Sud e parlano chiaro: "LA MIA LAZIO"
ORE 21.00 - Rievocato il rigore contro il Foggia: sul dischetto Chinaglia Jr che fa gol e alza le braccia al cielo per dedicarlo al padre. Il resto viene sotterrato dal coro "Giorgio Chinaglia il grido di battaglia". Ora il fischio d'inizio
ORE 20.55 - Ci sono cori per tutti: anche per Simeone che è il grande assente della serata!
ORE 20.40 - Anche Delio Rossi acclamato dal pubblico: un video riporta le immagini della sua avventura biancoceleste. Poi telecamere e cori si spostano su Sandro Nesta
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ORE 20.35 - Inizia la lettura delle formazioni
ORE 20.30 - Lo stadio si alza in piedi per Sergio Cragnotti: i cori d'amore sono per lui
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ORE 20.20 - Tifosi e giocatori cantano l'inno: l'evento ha inizio!
ORE 20.15 - Atterrano in campo i paracadutisti della polisportiva Lazio
ORE 20.05 - Arrivano le squadre: a bordocampo i primi saluti tra i partecipanti
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ORE 20.00 - Coreografia spettacolo per ricordare lo scudetto
ORE 19.50 - Lo stadio inizia a riempirsi e iniziano i cori: il primo è per Giorgio Chinaglia

ORE 19.40 Arrivano le parole di Sergio Cragnotti!
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ORE 19.20 - Mentre lo stadio inizia a riempirsi, la polisportiva fa il suo giro di campo tra le bandiere.
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ORE 18.10 - Signori e Corino

ORE 17.38 - Dabo e Rambaudi

ORE 17.21 - Pinzi e Favalli

ore 17.20 - Nesta

ORE 17. 19 - Corradi e Fiore

ORE 17.18 - Ecco Giuseppe Favalli

ORE 17.09 - Intervista a Casiraghi - GUARDA IL VIDEO
ORE 17.07 - Intervista a Nesta - GUARDA IL VIDEO
ORE 17.05 - Parla Stankovic - LEGGI
ORE 17.03 - Parla Nesta - LEGGI
ORE 16.54 - Intervista a Pippo e Riccardo Pancaro - GUARDA IL VIDEO
ORE 16.46 - Stanno arrivando tutti...


ORE 16.28- Re Cecconi saluta Petrelli e Bergodi


ORE 16.27 - L'Olimpico di prepara - GUARDA LE FOTO
ORE 16.20 - Intervista a Ruben Sosa - GUARDA IL VIDEO
ORE 16.18 - Saluti a Chinaglia JR - GUARDA IL VIDEO
ORE 16.00 - Si stanno radunando i partecipanti all'evento di questa sera allo stadio Olimpico, il punto di ritrovo è l'Hotel Donna Laura. Ecco i primi scatti di Ruben Sosa, Oddo e George Chianglia Junior.



Come un soffio caldo, un abbraccio che avvolge e accarezza. Arriva così questo 12 Maggio, quarant'anni dopo. Arriva dolce e violento, scavando nel cuore di ogni tifoso biancoceleste. Chiudete pure gli occhi e lasciatevi andare. Era il 1974 e alle 6 del mattino di quel 12 maggio un bambino saltellava già sul letto del padre con la bandiera in mano. Erano le 8.45 e all'Olimpico i cancelli già erano aperti. Erano le 16.00 e 82mila persone se ne stavano cuore a cuore con la sciarpa stretta al collo, quello da cui scendevano morbide anche le gambe di chi allo stadio ci era arrivato camminando, ma che la partita l'avrebbe vista sulle spalle di papà. Di Padre in Figlio, lacrime e grida alla rete di Giorgione. Erano le 17.45 e la Prima squadra di Roma tingeva l'Italia di due colori, gli stessi che da 114 anni si rispecchiano con amicizia nel cielo. Quarant'anni dopo, come fosse ieri. Puntate il naso all'insù, perché questa notte la vivranno anche lì. Lì dove c'è il Maestro, lì dove tutto è più limpido e chiaro come il volto di Bob. Sincero e onesto come il viso di quel bambino, 40 anni fa. Quel bambino oggi uomo, oggi padre, oggi nonno. Oggi addolorato per tutto quello che sappiamo, ma ancora follemente innamorato di quell'ideale di cui ha fatto uno stile di vita. Tanto da riempire, in un mix di rabbia e amore, uno stadio intero in pochi giorni.
Tanto da polverizzare tutti i biglietti disponibili in un lampo, per incontrare di nuovo quell'amata che non ha mai lasciato. Quel figlio oggi padre, che di Padre in Figlio mostrerà alla sua piccola aquila anche i volti di chi ci ha portato in cima al mondo nel 2000, quando le Coppe le vincevamo tutte noi, quando lo United s'inchinò allo strapotere assoluto di Roma, quando il difensore, il centrocampista o l'attaccante più forte di tutti ce l'avevamo noi. Sarà un mix letale che per una notte ci ricorderà chi siamo. Gente che non si è mai arresa, popolo che c'è sempre stato. Orgogliosamente Scozzesi in terra Inglese, nonostante tutto, nonostante tutti. Perché la Lazio è uno stile di vita per la vita, da più di un secolo. Sante Ancherani diceva che senza onore l'uomo non è niente. E questo, per noi come per lui, vale più di tutto. Vale più dei trofei, delle coccarde, dei riconoscimenti. Noi siamo tifosi della Lazio e questo ci basta. Noi siamo i figli di Maestrelli, Fiorini e Re Cecconi. Noi siamo quelli che amano Roma e che Roma ama. Noi siamo sole e tempesta, pioggia e vento. Noi siamo i 60mila del 12 maggio 2014, quelli che c'erano, ci sono e ci saranno. Mentre tutto il resto svanirà, noi resteremo. Mentre tutto finirà, noi ci saremo. Ancora e ancora.
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Roberto Maccarone - Cittaceleste.it
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