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LE PAGELLE DEL DIRETTORE – Fares e Muriqi insufficienti, Milinkovic mette ordine

Le pagelle del direttore Stefano Benedetti

di redazionecittaceleste
Notizie Lazio: pagelle direttore

Reina: 6 È bastato un solo tiro in porta in 45 minuti per riuscire a portare i russi in vantaggio. Difficilmente il portierone spagnolo avrebbe potuto evitarlo.

Patric: 5 Viene schierato alla destra del pacchetto difensivo. Commette diversi errori. Come molto spesso accade, è molto determinato ma non riesce a imporsi come vorrebbe.

Hoedt: 5.5 Scende in campo nel cuore della retroguardia biancoceleste. Partita dopo partita è sempre più il perno centrale della difesa di Inzaghi. Anche questa volta però avrebbe potuto fare qualcosa in più nell’occasione del vantaggio russo. È sempre presente ma è ancora un po’ troppo macchinoso.

Acerbi: 6 Viene schierato alla sinistra dell’olandese. Spesso si lancia in avanti provando in tutti i modi a movimentare il ritmo del match. Al 33esimo minuto perde la marcatura del gigante russo Dzjuba che con i suoi 2 metri di altezza riesce senza problemi a far suo il pallone nel cuore dell’area di rigore biancoceleste. Controlla e serve Yerokhin che non deve far altro che spingerlo in rete. All’82esimo minuto si fa perdonare. Arriva quasi sul fondo e crossa in area di rigore trovando la zampata vincente di Caicedo.

Marusic: 4 Scende in campo con poca grinta e aggressività. Timbra il cartellino e niente più. Poco dinamico. Assente. Mai pericoloso. Non pervenuto. Nel secondo tempo viene spostato a sinistra. Cambia la zona ma non la prestazione.

Parolo: 5 Viene schierato davanti alla difesa. Cerca di impostare il gioco come meglio può. Prova a velocizzare il ritmo della partita ma con poco successo. Per necessità tattiche è costretto a rimanere indietro. Rincorre ogni pallone con grinta e tenacia cercando sempre di aiutare il più possibile i suoi compagni. Al 52esimo minuto viene sostituito. Al suo posto entra Danilo Cataldi.

Cataldi: 6 Subentra al 52esimo al posto di Parolo. Con il suo ingresso in campo riesce a cambiare il ritmo della partita. Corre tanto e si mette al servizio della squadra.

SAINT PETERSBURG, RUSSIA – NOVEMBER 04: Aleksandr Erokhin of Zenit St. Petersburg celebrates the opening goal with his team-mates during the UEFA Champions League Group F stage match between Zenit St. Petersburg and SS Lazio at Gazprom Arena on November 04, 2020 in Saint Petersburg, Russia. (Photo by Marco Rosi – SS Lazio/Getty Images)

Milinkovic: 6 È l’unico che prova a mettere ordine in un centrocampo troppo impegnato a difendere che a proporre gioco. Ma da solo è dura anche per lui. Nel finale sfiora il due a uno con un tiro dalla distanza finito di poco fuori

Akpa Akpro: 5 Prende un cartellino giallo dopo pochi minuti. Vogliamo pensare che sia questo il motivo che lo fa sparire dal gioco della Lazio. Vaga per il campo senza trovare una posizione utile per aiutare i compagni di squadra.

Fares: 4 Non corre, non salta l’uomo, gioca pochi palloni, non scende lungo la sua fascia di competenza. Insomma totalmente inutile alla causa. Sostituito al quarto d’ora della ripresa con Pereira

Pereira: 6.5 Entra in sordina ma poi riesce a far girare il pallone dando velocità e dinamismo alla squadra. Si rende protagonista in attacco ma anche in retroguardia. Ottimo il suo approccio con la gara

Correa: 5.5 Forse dovrebbe tirare un po’ il fiato avendo giocato tutte le partite dall’inizio della stagione. Fatto sta che è sempre lontano dalla porta

Muriqi: 4 Lo abbiamo visto troppo spesso a centrocampo a cercare un pallone che forse avrebbe dovuto aspettare in area di rigore avversaria. È lento, macchinoso, senza idee. Totalmente fuori da qualsiasi progetto di grande attaccante…per ora.

Caicedo: 7 È sua la prima palla gol della Lazio al 30esimo minuto della ripresa. Non sta bene per un problema alla spalla ma come sempre da tutto cercando di spaziare nell’area dello Zenith alla ricerca di qualche opportunità che arriva al 37esimo con il gol del pareggio. Decisivo il suo ingresso in campo

Inzaghi: 6 Forse la più brutta prestazione dall’inizio di questa stagione. Anche e soprattutto dal punto di vista fisico nei confronti di una squadra come lo Zenit che non ha fatto della velocità la sua caratteristica principale. Una Lazio “stanca”, senza idee. È emblematico l’arrivo della prima palla gol della Lazio al 30esimo minuto della ripresa con un colpo di testa di Caicedo finito di poco fuori per poi trovare successivamente il gol del pareggio preziosissimo

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