Biglia ammette: “Non poniamoci limiti”

Lo chiamano ancora Principito, ma per poco non si è laureato campione del mondo. In un anno la sua vita è cambiata. Prima l’Italia, poi il Mondiale da protagonista. E’ mancata solo la ciliegina sulla torta, ma Lucas Biglia il suo Mondiale l’ha vinto. E ora non vede l’ora di…

di redazionecittaceleste

Lo chiamano ancora Principito, ma per poco non si è laureato campione del mondo. In un anno la sua vita è cambiata. Prima l’Italia, poi il Mondiale da protagonista. E’ mancata solo la ciliegina sulla torta, ma Lucas Biglia il suo Mondiale l’ha vinto. E ora non vede l’ora di continuare l’ascesa con la Lazio.
Un mese dopo la finale di Rio la delusione prevale ancora sulla soddisfazione di avere comunque centrato un risultato storico?
«In Argentina ci hanno trattato come se avessimo vinto. E’ stato commovente. Però la delusione per aver solo sfiorato la Coppa ce la porteremo dietro a lungo».
Che le ha detto Klose?
«Mi ha abbracciato dopo la finale, non lo dimenticherò mai. Mi ha ricordato che lui una cosa del genere, l’ha vissuta nel 2002. E mi ha augurato di cancellarla con una vittoria. Come ha fatto lui».
Ci riproverete con un nuovo c.t., Tata Martino. Contento?
«Mi spiace per Sabella, ma non se la sentiva di andare avanti. Martino è un grande allenatore, la Seleccion finisce in buone mani».
Lei ha passaporto italiano. Se l’Argentina non l’avesse chiamata avrebbe accettato di indossare la maglia azzurra?
«Sarebbe stato un onore. I miei avi sono italiani, si trasferirono in Argentina dalla Toscana. Mi sento anche italiano».

…Continua

Redatto da la Gazzetta dello Sport (Stefano Cieri) – PER LEGGERE L’INTERVISTA COMPLETA, CLICCA QUI

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy