Simeone: "Il derby con la Roma? Venni bocciato persino io. La Seleccion? Non fa per me"
ROMA - Diego Simeone ha rilasciato un'intervista al programma spagnolo "El Transitor": “Ripeto quello che ho già detto in passato: mi piacerebbe allenare la Selección, ma oggi non ci sono le condizioni perché questa possibilità si realizzi. L’altro giorno parlavo con Bauza che mi raccontava come lavora. Devo dire che è un ruolo difficile, soprattutto per come sono io. A me piace essere sul campo tutto il giorno, lavorando continuamente ed essere sempre in tensione. La mia Lazio? C’erano giocatori come Veron, Almeyda e Sensini. Quella è stata una delle migliori squadre, come organico, in cui abbia mai giocato. Iniziai il campionato da titolare, poi ci fu la sconfitta nel derby contro la Roma e da lì giocai solo in Coppa Italia, mentre in campionato solo cinque minuti. Quando entravo però davo tutto. I miei ex compagni mi dicevano “ma come fai ad essere contento di giocare solo cinque minuti?”. Gli risposi “se gioco bene anche solo cinque minuti, poi ne giocherò sei, sette e via dicendo”. Quando sei calciatore non devi preoccuparti troppo dell’allenatore. Un calciatore è un calciatore. L’allenatore ti può far giocare o sostituire, ma non può ignorare le tue qualità. La mia vita privata? A casa sono lo stesso di sempre. Vedo le partite, preparo le tattiche e preferisco farlo in casa piuttosto che rimanere tre ore in più al centro sportivo. Cambio i pannolini, ho una bella figlia di sei mesi. Per fortuna ho accanto una persona come Carla che mi capisce. Essere padre da grande è differente rispetto a quando lo sei da giovane. Comprendi di più le situazioni, ma ho avuto la fortuna di avere quattro figli fantastici”. Intanto sul mercato, tra i nomi probabili che possono arrivare, c'è anche il Cholito >>> CONTINUA A LEGGERE
© RIPRODUZIONE RISERVATA