Tare: “A gennaio sarà più un mercato in uscita”

Queste le parole del diesse biancoceleste ai microfoni di Sky sport

di redazionecittaceleste

ROMA – Igli Tare, ds della Lazio, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Gianluca Di Marzio per Sky Sport e ha parlato a 360 gradi del mondo Lazio e dei prossimi obiettivi:
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“Mi fido dei miei collaboratori, ex giocatori che hanno calcato il campo con me. Cerco giocatori che usano il corpo in un certo modo, perché ti mostra il loro carattere che può fare la differenza. Oltrepassai il confine dell’Albania senza documenti per coronare il mio sogno. Sono fiero di quella strada, non me ne vergogno, anzi. Penso di essere un esempio per tanti giovani. Era un viaggio tra mille difficoltà e paure. Ero solo, avevo un solo punto di riferimento, ossia quello di arrivare in Germania. Mi dovevo fidare dei trafficanti che dovevano farmi passare in mezzo alla neve tra Repubblica Ceca e il territorio tedesco. Lì arrivai cercando una squadra per fare un provino: nella prima squadra che trovai feci gli allenamenti ma a livello finanziario non era molto sana. Mi proposero di lavorare come giardiniere e accettai. Un mio collega con una motosega si sbagliò e rischiò di tagliarmi la gamba, perché mi tolse quasi tre millimetri di osso.

“Lotito? Un pazzo a farmi diventare direttore sportivo. Ha visto cose che neanche io avevo notato di me. All’inizio del mio percorso eravamo entrambi a fare le trattative, poi anno dopo anno ha capito le mie qualità ed ora sono io che scelgo sia il giocatore che le strategie. Quando ci sono le difficoltà a livello economico invece subentra lui per risolvere queste problematiche. Andare via? Ci ho pensato, soprattutto per motivi famigliari. Fosse stato per me sarei rimasto, ma abbiamo subito minacce di morte sia nei miei confronti che nei riguardi della mia famiglia. In quei momenti pensai di mollare, ma dentro di me non volevo darla vinta a nessuno. Ho sempre pensato di lavorare con il cuore per la società e alla lunga sarebbe uscito il vero valore. Ho avuto paura qui a Roma, soprattutto per i miei figli”.

“I momenti più brutti furono i giorni della vendita di Hernanes, momenti che ricordo negativamente. Una parte di me è morta perché era la parte più brutta del calcio. Il momento più bello? Milinkovic. In quei minuti ero la persona più sicura del mondo, perché nonostante fosse andato lì a fare le visite mediche lui mi aveva chiamato il giorno prima e aveva promesso di venire. Stai tranquillo, mi aveva detto. Gli sarò sempre grato, perché ci sono pochi giocatori che avrebbero fatto una cosa del genere”.

“Sarà più in uscita per coloro che non trovano spazio. Solo nel caso di qualche cessione non voluta interverremo in entrata. Cosa non hanno capito i tifosi di me? Non lo so, negli ultimi anni ovunque vado mi riconoscono tante cose, ma il calcio è un lavoro dove conta molto il presente. Io cerco di viverla in questo modo, di vivere il presente e di essere con tutto me stesso in questa società, visto il prolungamento di contratto per ulteriori 4 anni. Mi hanno fatto molte proposte anche da società molto importanti, sia all’estero che in Italia”.

Cittaceleste.it

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