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IL MESSAGGERO - Lazio, il futuro e’ adesso

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IL MESSAGGERO ROMA Fuori dalla Coppa Italia, fuori dall’Europa, un’anonima posizione in campionato per una squadra ormai al crepuscolo. Troppe le delusioni di una stagione cominciata con ben altre prospettive e ambizioni ma condizionata dagli errori, soprattutto nelle scelte di mercato. L’unico traguardo possibile resta un piazzamento tra le prime…

IL MESSAGGERO

ROMA Fuori dalla Coppa Italia, fuori dall’Europa, un’anonima posizione in campionato per una squadra ormai al crepuscolo. Troppe le delusioni di una stagione cominciata con ben altre prospettive e ambizioni ma condizionata dagli errori, soprattutto nelle scelte di mercato. L’unico traguardo possibile resta un piazzamento tra le prime 6 posizioni, che garantirebbe ancora la presenza nella competizione Uefa, la stessa che è stata colpevolmente snobbata. Un controsenso rimpiangere l’eliminazione da una Coppa che non ha rappresentato la priorità: né per la società, né per Reja. Ma stranezze del calcio, ora si guarda all’Europa come l’ultima spiaggia per salvare l’annata.

RIFONDAZIONE
La beffarda eliminazione di Sofia rischia di avere delle ripercussioni negative, perciò l’allenatore dovrà lavorare a fondo sotto il profilo psicologico su tutto il gruppo, stanco e demoralizzato. Domani c’è in programma un’altra sfida difficile, in casa della Fiorentina. Quando, all’inizio dell’anno, Petkovic e Lotito, parlavano di 22 titolari erano in pochi a crederci perché l’organico biancoceleste non è mai stato competitivo come qualcuno sosteneva. Questa Lazio va rifondata: la società deve prenderne atto e muoversi per tempo con investimenti importanti. Alle mosse sbagliate dell’estate hanno fatto seguito anche gli errori di gennaio, con l’ingaggio di un calciatore infortunato, Postiga, al quale nemmeno il professor Wolfhart, amico di Klose, è riuscito a trovare rimedio. Basta acquistare elementi che arrivano con problemi fisici. Dopo la cessione di Hernanes, l’esigenza di garantire qualità alla squadra dev’essere una priorità assoluta, altrimenti si rischia un’altra stagione anonima.

FUTURO
Per ristrutturare l’organico servono 7-8 calciatori di valore. In difesa meritano la conferma Berisha e Radu, gli altri possono tranquillamente finire sul mercato, in funzione di un processo di ringiovanimento e di crescita tecnica di un reparto che si è confermato improponibile a livello internazionale. A centrocampo Candreva, Lulic, Biglia e Ledesma hanno le potenzialità per continuare ma occorrono 2 rinforzi importanti che facciano lievitare il tasso qualitativo. In attacco bisognerà risolvere il rebus Klose ma c’è una certezza assoluta dalla quale ripartire: Keita. Lasciarlo andar via sarebbe un grave errore, perché ha forza, personalità e classe. E’ un predestinato. Keita a parte, manca un attaccante centrale forte e che abbia feeling con il gol. Ci sono ancora un paio di mesi da giocare: da una parte la squadra dovrà impegnarsi per salvare una stagione oltremodo deludente, dall’altra la società avrà il dovere di costruire un futuro importante. Non soltanto a parole.