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Cana, "Per me un derby, Clima infernale"

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Carattere ed esperienza, questo serve alla Lazio per uscire indenne dall’inferno del «Sukru Saracoglu ». E il difensore albanese Lorik Cana è l’unico biancoceleste a possedere entrambi i requisiti specifici per reggere l’urto dei turchi del Fenerbahçe e di uno stadio che, di certo, lo coprirà di fischi. «Conosco bene…

Carattere ed esperienza, questo serve alla Lazio per uscire indenne dall’inferno del «Sukru Saracoglu ». E il difensore albanese Lorik Cana è l’unico biancoceleste a possedere entrambi i requisiti specifici per reggere l’urto dei turchi del Fenerbahçe e di uno stadio che, di certo, lo coprirà di fischi. «Conosco bene il calcio turco – la dritta di Cana – ci aspetta una squadra di valore e che inizierà la partita a cento all’ora. Sarà come un derby, spetterà a noi reagire subito ed entrare in partita». Pronto alla battaglia, Cana. Come sempre. Infatti sulla personalità del centrocampista adattato a centrale difensivo nessuno ha mai discusso: il piglio del guerriero l’albanese l’ha sempre avuto anche in tempi di magra, quando vagava tra tribuna e panchina perché l’allenatore di turno non riusciva a cucirgli addosso il ruolo giusto. L’emergenza infortuni e un’intuizione di Petkovic hanno promosso Cana titolare, centrale in difesa contro il Fenerbahçe e anche nel derby di lunedì. Contro il Catania è stato tra i migliori e stasera la Lazio si aggrappa alla sua esperienza diretta in Turchia, un anno (2010-11) passato con addosso la maglia del Galatasaray con tanto di 0-0 strappato nella tana del Fenerbahçe. Per questo anche a Istanbul sarà un po’ come un derby, per Cana ce ne sono due consecutivi da vincere o, almeno, da non perdere. «Sarà una partita particolare per me – ha ammesso l’albanese – sono già passato di qua, sono stato giocatore del Galatasaray e posso dire di essere anche suo tifoso. Ma sono soprattutto un professionista, non penserò a quello che è stato, ma solo al campo. Conosco l’ambiente e se posso aiutare i miei compagni ad ambientarsi più velocemente lo farò, ma tutti sanno perfettamente che clima ci sarà domani (stasera, ndr)». È quella, l’atmosfera, che spaventa di più. Non che il Fenerbahçe non sia una squadra degna, ma il problema principale nei 180’ del quarto di finale di Europa League è proprio il clima ribaltato che attende la Lazio, infernale stasera ad Istanbul quanto rarefatto nel ritorno dell’Olimpico a porte chiuse. «Voglio vincere, soprattutto per la nostra gente – dice ancora Lorik – Spero che i tifosi di Lazio e Galatasaray possano gioire insieme. Sarà una partita difficile perché loro sono un’ottima squadra che merita i quarti di finale. Servirà una grande gara in trasferta, anche perché il Fenerbahçe potrà contare sui propri tifosi, mentre noi a Roma saremo costretti a giocare senza pubblico. Il nostro obiettivo, comunque, è quello di arrivare il più avanti possibile ». Ad Istanbul sognando Amsterdam.

Il Corriere della Sera

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