CDS - Tutti gregari, anche i campioni
(GAZZETTA) - PARMA – Si sono abbracciati all’inizio e alla fine, si sono stretti come una vera famiglia. Si sono buttati su ogni pallone, hanno giocato da squadra, da Lazio. Hanno giocato ritrovandosi uniti, come d’incanto, come mai quest’anno. Si sono guardati in faccia nello spogliatoio, prima di mettere piede in campo, si sono caricati dentro al “Tardini”: «Oggi ne usciremo, oggi ci ritroveremo, oggi dobbiamo vincere», si son detti uno di fronte all’altro, occhi negli occhi. Hanno vinto pur non vincendo, hanno vinto perché si sono scossi, perché si sono dannati l’anima, perché hanno davvero rincorso ogni pallone. Gliene è sfuggito solo uno, quello del pareggio di Lucarelli, è stata l’unica disattenzione, non meritavano d’essere raggiunti. Niente fiasco e niente fischi stavolta, gli applausi finali della gente arrivata a Parma erano sinceri, spontanei. Sotto la curva ci sono andati i laziali, non sono stati respinti come accaduto nelle scorse settimane. Prima del match la gente s’era fatta sentire: «Tirate fuori le p….», era stato detto a Cana a pochi minuti dal riscaldamento. Si può vincere o perdere, non si può tradire. Così si fa, così si riconquistano i tifosi, così si danno risposte. La vittoria è aver rivisto la Lazio battagliare, entrare subito in partita, non mollare mai. La vittoria arriverà se si continuerà a giocare come fatto a Parma, con la stessa voglia, con la stessa determinazione, con la fame degli umili, da gruppo.
LA SVOLTA - I leader? Tutti gregari. Fame, corsa, grinta: è questa la Lazio che vogliono vedere Lotito e Tare, è questa la Lazio che pretendono i tifosi, è questa la Lazio che serve. Ieri s’è vista. Klose, Hernanes e Ledesma finalmente trascinatori. Hanno dato l’esempio, hanno giocato a tutto campo, si sono fiondati su ogni palla, hanno attaccato e difeso, si sono spremuti al massimo, sono usciti sfiniti. La chiave di volta è doppia, è il cambio di mentalità, è il cambio di velocità. Eravamo stufi di vedere una Lazio triste, mortificante, impaurita, in balia degli avversari e delle occasioni sciupate (se ne sono contate anche ieri, ma il fervore dimostrato le ha rese meno dolorose). A Parma s’è rivista una Lazio pimpante, galvanizzata. Non è stata certo un’impresa epica, per carità, non si esageri. Semplicemente è stato un lavoro ben fatto, di questi tempi sembra un miracolo.
LA PAUSA - Determinati e affamati, hanno corso dall’inizio alla fine. Non si sono ammosciati nel secondo tempo, era successo con una continuità disarmante. Ci vorrà tempo per raffinare l’intesa e allargare i confini. Ma lo spirito indomito visto al Tardini vale come messaggio, come risposta dopo un periodo fatto di delusioni e stenti. Una vittoria avrebbe fatto bene, avrebbe fatto più classifica. Quando ti trovi in mezzo alla crisi e fatichi a uscirne però non contano solo i punti, conta la prestazione. La Lazio, da sempre, sembra la cicala delle favole, semina e dilapida, soffre il facile e si esalta nel difficile. Nel difficile, anche stavolta, è stata trovata la forza per risalire la corrente. Continuate così, ragazzi, non perdetevi.
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