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CDS - Felipe Anderson senza posto: non è più felice

redazionecittaceleste
(CDS) - Felipe non è felice. E’ finito in panchina, non ha un posto fisso, non sa se giocherà e dove lo faranno giocare. Sarà anche come dice Petkovic, potrà anche occupare tutti i posti dalla cintola in su (tranne quello da centravanti), ma nei fatti Felipe Anderson non è…

(CDS) - Felipe non è felice. E’ finito in panchina, non ha un posto fisso, non sa se giocherà e dove lo faranno giocare. Sarà anche come dice Petkovic, potrà anche occupare tutti i posti dalla cintola in su (tranne quello da centravanti), ma nei fatti Felipe Anderson non è mai stato inquadrato precisamente. Forse non è annata per i brasiliani: Hernanes fa cilecca, Ederson va e non va, Felipe Anderson fatica. Era rimasto seduto in panchina ad inizio stagione, s’era gridato allo scandalo perché Petkovic tardava a considerarlo. All’improvviso toccò a lui: partì titolare contro il Trabzonspor e la Fiorentina, regalò sprint e spunti, azionò il dribbling, illuminò con le sue serpentine. Quei bagliori non sono bastati per consacrarsi, le prestazioni successive sono state deludenti. Petkovic ha provato a cucirgli addosso il ruolo di esterno offensivo, l’esperimento non ha avuto successo. E l’esplosione di Keita ha chiuso la strada al brasiliano.

LA CONFESSIONE - Qual è il posto di Felipe Anderson? Questa è la domanda. Sulla corsia sinistra è chiuso, potrebbe essere piazzato a destra, ma lì c’è Candreva. Il problema è generale, da esterno non fa la differenza. Felipe Anderson nasce mezzala di qualità, la bocciatura da cursore laterale lo riporta in concorrenza con Hernanes a centrocampo. Felipe Anderson rischia di rimanere confinato in panchina, di giocare spezzoni di partite, è considerato un’alternativa. In panchina possono accomodarsi tutti, ci mancherebbe. Ma qui non si tratta di turnover e di alternanza, qui le decisioni suonano come una prima bocciatura. Felipe Anderson è costato un occhio della testa, sono serviti 9 milioncini per portarlo a Roma. La società crede nel suo investimento, è certa dell’esplosione del brasiliano. L’ha scelto per il presente e per il futuro, non rinnega l’acquisto. Lotito e Tare devono risolvere il caso Hernanes, nella Lazio che verrà il posto sarà di Felipe Anderson. L’equivoco tattico però resta, è attuale, deve risolverlo Petkovic. Il brasiliano ha fatto capire quali sono le sue preferenze: «Ognuno ha il suo stile di gioco, ognuno ha il diritto di avere la sua opinione.Tante persone non riescono a capire che mi muovo molto in mezzo al campo. La mia posizione è quella, ma posso svariare e mi piace molto agire così…». Parole chiare, il messaggio non sarà passato inosservato a Formello.

IL PASSATO - Felipe Anderson è arrivato a Roma con un carico di speranze, sponsorizzato da compagni del calibro di Neymar, spinto dal Santos. E’ giovane, ha 20 anni, ma non si fa schiacciare dal peso delle pressioni. Ha sofferto, è cresciuto in una famiglia di umili origini, non ha mai mollato. E quando i tifosi del Santos lo fischiarono (qualcuno addirittura lo definì l’assonnato) reagì con carattere, andò in campo e smentì tutti. Sulle spalle, nel Peixe, portava il 10, una maglia pesantissima. Lasciò casa a 13 anni per inseguire un sogno: «Frequentavo una scuola per meno fortunati, la mia famiglia è stata sempre molto semplice, non poteva permettersi di farmi allenare con una buona squadra». Le imprese impossibili non l’hanno mai spaventato. Felipe Anderson vive una nuova grande sfida e non ha intenzione di perderla.