CDS - Curva Nord chiusa ma i tifosi disertano anche gli altri settori
(CDS) - ROMA – Le porte dell’Olimpico si sono riaperte, quelle dei cuori biancocelesti no. La società era riuscita a ottenere uno sconto di pena dai giudici d’appello Uefa di Nyon che avevano dunque deciso di tornare sui propri passi (chiusura totale dello stadio e gara da disputare a porte chiuse) e sanzionare il club soltanto con la serrata del settore da cui erano partiti i cori di discriminazione razziale (la Curva Nord). I fatti risalivano alla prima partita casalinga di Europa League contro il Legia Varsavia. Porte (parzialmente) aperte dunque, via libera, non c’era che acquistare il biglietto per aiutare la Lazio a uscire fuori da un periodo di difficoltà e invece la risposta del pubblico biancoceleste è stata piuttosto tiepida. Tagliandi staccati 6.500, ma quelli opzionati dai ciprioti erano 1.500. D’accordo l’impegno con l’Apollon Limassol non era di quelli che esattamente mettono i brividi, però è proprio nei momenti in cui le cose non girano per il verso giusto che si serrano i ranghi per ritrovare compattezza. Lo deve fare la squadra, sarebbe auspicabile che lo facesse l’ambiente tutto. Si aspettava questo, la società, che invece ha visto tradite le proprie attese. Il tifo della Nord escluso, gli altri hanno voltato le spalle. O quasi. La Curva si è data appuntamento fuori lo stadio e ha dimostrato tutta la propria contrarietà: a l’Uefa che avrebbe nel mirino il tifo biancoceleste, al presidente Lotito, supposta causa di diversi mali, invitato come consuetudine a prendere la via di Salerno. Per la cronaca i cori pressoché ininterrotti dentro lo stadio sono stati quelli dei ciprioti, della torcida cipriota.
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