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CDS - Candreva e Biglia: vecchi e nuovi all’Olimpico

redazionecittaceleste
Non dite a Lucas Biglia che la partita di stasera sarà un antipasto di Supercoppa. Per lui, come per tutti i sudamericani (brasiliani o argentini fa poca differenza), la Nazionale viene prima di tutto e il rendimento nel club è finalizzato a vestire la maglia che rappresenta il proprio Paese.…

Non dite a Lucas Biglia che la partita di stasera sarà un antipasto di Supercoppa. Per lui, come per tutti i sudamericani (brasiliani o argentini fa poca differenza), la Nazionale viene prima di tutto e il rendimento nel club è finalizzato a vestire la maglia che rappresenta il proprio Paese. Se poi questo accade nella stagione che porta al Mondiale (per lo più da giocare in Brasile), tutto è elevato all’ennesima potenza: «Voglio stare bene fisicamente, giocare con continuità e convincere Petkovic. Se riuscirò a fare questo, posso conquistare la Nazionale e provare a vincere il Mondiale». Concetto chiarissimo, da rafforzare già oggi, in quello che sarà il suo stadio. Ha un’occasione unica, Biglia, che ironia della sorte, debutterà all’Olimpico con una maglia biancoceleste che non è quella della Lazio: farsi ammirare dai laziali (tra i 30 mila che saranno allo stadio, ce ne saranno parecchi) più di quanto è già riuscito a fare nelle amichevoli giocate lontano da Roma. Petkovic, per domenica, è già pronto a consegnargli una maglia da titolare, l’unica data a un nuovo acquisto, e incrocia le dita che non accada nulla, a lui come agli altri nove laziali sparsi in giro per il mondo.

Giorni speciali
Vaticano, Nazionale, Supercoppa: dopo aver vissuto chiuso in un albergo, essersi allenato in gran segreto a Formello e aver raggiunto la squadra ad Auronzo dopo aver risolto le beghe legate alle modalità di pagamento, l’argentino si sta godendo i primi giorni nella sua nuova città. Impossibile venire a Roma senza vedere il Papa, soprattutto per uno religioso a tal punto da farsi tatuare un rosario che parte dal petto e arriva fin sotto l’ombelico. Si è emozionato, Lucas, come tutti gli argentini, davanti a Papa Francesco: si emozionerà stasera, c’è da giurarci, e si emozionerà domenica, magari sul palco con una coppa da alzare e non con la medaglia di consolazione da ritirare col muso lungo.

Cicerone
Marchetti non giocherà, almeno non dall’inizio; Antonio Candreva probabilmente sì. Sarà lui ad accompagnare Biglia nel suo primo viaggio sull’erba dell’Olimpico. Durante la Confederations Cup, Candreva si è conquistato la fiducia di Prandelli, dopo essersi preso di prepotenza quella dei tifosi laziali prima, e di Petkovic poi. «Alla Supercoppa ci penso da giovedì (domani, ndr) — dice —. Ora c’è la Nazionale. Vogliamo vincere, e spero che sia una grande partita. Prandelli ci ha preparati bene, e anche senza Balotelli ci saranno grandi giocatori in campo. Incontrare il Papa? Un’emozione incredibile, ha dimostrato di essere vicino alla gente». Se De Rossi parla di Roma, lui fa lo stesso con la Lazio: «Voglio restare qui ancora per tanto tempo, anche se sono al 50% con l’Udinese. Del mio futuro se ne riparlerà a giugno, ma non ho mai chiesto un adeguamento di contratto». Vero, lo ha chiesto qualcuno per lui.

Corriere dello Sport