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CDS - «Due vittorie per l’Europa»

redazionecittaceleste
I conti sono relativi, non solo oggettivi. Dipendono spesso dal punto di vista. Andreazzoli sottolinea di aver rimontato, dal giorno in cui ha preso il posto di Zeman, 9 punti alla Lazio. Petkovic, quando gli è stata chiesta una replica, ha sorriso, si è preso una pausa di riflessione lunga…

I conti sono relativi, non solo oggettivi. Dipendono spesso dal punto di vista. Andreazzoli sottolinea di aver rimontato, dal giorno in cui ha preso il posto di Zeman, 9 punti alla Lazio. Petkovic, quando gli è stata chiesta una replica, ha sorriso, si è preso una pausa di riflessione lunga qualche secondo e ha risposto. «Io non analizzo il campionato della Roma. Dico che la Lazio ha giocato 14 partite in più della Roma. Questo dice tutto» . Il derby di Coppa Italia, ultimo appuntamento della stagione, è già entrato nei pensieri e nei discorsi di tutti. Petkovic si sta sforzando di tenerlo ancora fuori dallo spogliatoio. «E’ impossibile escludere certi pensieri, sinora siamo stati bravi ad allontanarli e parlarne poco. I giocatori sono concentrati sul campionato, è normale che ognuno abbia un pochino la testa alla finale di Coppa Italia. Ma cercheremo di pensarci dopo il Cagliari». C’è il quinto posto da inseguire, un’altra volata con l’Udinese, l’Europa League da timbrare evitando di doversela giocare in novanta minuti con la Roma. Servono 6 punti per sperare nell’aggancio a Guidolin. «Dobbiamo dare tutto e ottenere due vittorie, anche se ora non dipende più soltanto da noi. Ma se riusciamo a vincere con Sampdoria e Cagliari, credo che entreremo in Europa League. Sono fiducioso». Prima di battere l’Inter, aveva pronosticato all’80-90% la qualificazione. «Sono rimasto della stessa idea, all’80-90 per cento. Prima dovevamo vincerne tre, ora due. L’importante è che la Lazio ci riesca. Poi vedremo» . Non si fida della Sampdoria, anche se Delio Rossi l’ha appena condotta alla salvezza. «Mi aspetto una squadra senza pressione e che farà il possibile per mostrare il suo valore. Ci sono anche tanti giocatori che avranno voglia di farsi apprezzare per avere mercato nelle prossime settimane» .

BILANCIO - La Lazio può arrivare a chiudere a 64 punti. Stesse medie del biennio precedente con Reja, a cui aggiungere le fatiche dell’Europa League sino ai quarti e la finale di Coppa Italia. La squadra biancoceleste, nell’arco dei dieci mesi stagionali, ha espresso un rendimento pari ai suoi valori. E Petkovic ha ottenuto quasi il massimo dal gruppo, lo stesso di un anno fa, valorizzando e rilanciando diversi giocatori. Anche il suo bilancio è molto positivo: «Ho letto e ascoltato paragoni con la stagione passata, ma sono due tipi di squadre diverse e che hanno divertito in modo differente. Più o meno sono gli stessi punti dell’anno scorso, è vero. Ma per un’analisi complessiva bisogna vedere anche le altre. Le prime 6-7 squadre del campionato si sono espresse su buonissimi livelli. Non era stato così nella passata stagione. Se prendiamo tutto insieme, vedo un bilancio molto positivo. Speriamo di farlo diventare ancora più positivo vincendo le ultime due partite di campionato e poi di mettere la ciliegina sulla torta». Dove per ciliegina s’intende la Coppa Italia, che porterebbe di nuovo la società biancoceleste, come nel 2009, a giocarsi la Supercoppa, questa volta con i campioni d’Italia della Juventus.

PROFETA - Poi sarà tempo di progettare la nuova stagione e uno degli interrogativi principali riguarderà il futuro di Hernanes. Come Petkovic sia riuscito a rilanciarlo e se porrà o meno il veto per una cessione del brasiliano, sono curiosità su cui è giusto cominciare a scavare. Ma il tecnico di Sarajevo, in tema di mercato, ha risposto in modo evasivo. «Diversi giocatori stanno rinascendo. Dopo una prima fase brillante e 50 partite, è normale avere un calo e poi ripartire sfruttando due settimane piene di lavoro. Hernanes non è ancora al 100 per cento, però mi è piaciuta la personalità con cui ha giocato le ultime partite. Per il mercato posso dire che da maggio in poi, come succede a gennaio, avrete molto da lavorare. E’ normale e anche bello così. Ci sono molte speculazioni, ma niente di concreto. Si parla tanto e sarà così sino alla fine di giugno. Quando ricominceremo vedremo chi c’è e chi non c’è». L’ultimo pensiero dedicato ai tifosi, che lo avevano accolto benissimo già dal ritiro di Auronzo. «Ho sempre cercato di comportarmi in modo naturale, la gente ha apprezzato e ci ha sostenuto molto. Sono stati importanti i primi risultati per portarmi quel credito che all’inizio non avevo».

Corriere dello Sport