CDS - Floccari: «Un gol come Pippo Inzaghi per l’Europa»
Un colpo di coscia, quasi una ginocchiata, il gollonzo di Floccari: «L’ho appena sfiorata con la coscia, ho fatto il tipico gol alla Pippo Inzaghi». Gollonzo alla Inzaghi per Floccari, una gioia meritata. Le traverse gli avevano negato due gol (col Napoli e col Bologna), il destino gli ha ridato ciò che gli aveva tolto:«Sicuramente non è stato uno dei gol più belli della mia carriera, l’importante era portare a casa i tre punti quindi va bene segnare in qualsiasi modo». Un tocco di coscia, vale anche così. Un tocco di rapina, da attaccante rapace, per regalare il vantaggio alla Lazio, per indirizzare la partita, per tenere vive le speranze europee: «Siamo stati cinici. E’ una vittoria pesante, non è stata una delle nostre gare migliori, soprattutto tra quelle giocate in casa, ma contava solo vincere». Un gollonzo e due gol sfiorati, Floccari avrebbe potuto aumentare il bottino. Nel primo tempo l’ha tradito la mira, nel secondo tempo l’ha condizionato la stanchezza. In campionato non segnava dal 9 febbraio, un infortunio l’aveva messo ko, qualche panchina l’aveva penalizzato, la fortuna gli aveva girato le spalle: «Ho avuto altre due occasioni, la prima è stata prodotta da un’ottima azione, la seconda non l’ho sfruttata per mancanza di freschezza. Ero arrivato al tiro con i crampi…», ha raccontato Sergio a fine gara.
IL BIVIO - Floccari è l’attaccante che si rende prezioso anche quando non segna. S’è meritato il ruolo di vice Klose, l’ha conquistato sacrificandosi, lottando, dando tutto in allenamento e in partita. Il bomber calabrese ha segnato il gol numero 10 in stagione, il quinto in campionato, sono reti che pesano nella corsa all’Europa: «Speriamo di superare l’Udinese, stavolta vogliamo avere la meglio, vogliamo la qualificazione europea. Dobbiamo pensare a vincere domenica contro il Cagliari. Il futuro non dipende solo da noi». Floccari spera in un “aiuto” dell’Inter: «L’Inter vorrà finire il campionato con soddisfazione essendo in un momento difficile, ma la Lazio deve pensare al suo impegno». I biancocelesti sono rinati, il rientro di Floccari ha dato più forza all’attacco: «E’ merito di tutti. Venivamo da una striscia negativa, dovevamo reagire. Al di là dei moduli conta molto l’interpretazione, per la terza partita di fila siamo entrati in campo con l’atteggiamento giusto». Si può fare di più: «Contro la Samp abbiamo fatto più fatica per tante ragioni, la squadra blucerchiata è tosta, è difficile trovare spazio e adesso si gioca con i primi caldi. In questa settimana cercheremo di recuperare tutti per arrivare al meglio al match col Cagliari».
IL 4-4-2 - La Lazio ha ritrovato energie mentali, le aveva perse: «L’autostima va di pari passo con l’entusiasmo. Stiamo facendo un grande lavoro, i risultati sono una conseguenza dell’atteggiamento giusto». Floccari più Klose, la formula è vincente, il 4-4-2 li ispira: «Le scelte spettano al mister, non contano solo i moduli, dobbiamo continuare a giocare con questo atteggiamento. Partite come il derby, per di più in una finale di Coppa Italia, le vorrebbero giocare tutti». Floccari e la Lazio, un matrimonio da rinnovare. Sergio ha fatto una scelta in estate, la conferma: «La mia scelta è stata chiara, resta la stessa. Ero sicuro di riuscire a fare qualcosa di importante con la Lazio, credevo in questa squadra e continuo a credere che possa vincere». Sul calendario sono segnate le ultime due partite, una in campionato e una in Coppa Italia. La Lazio si giocherà il futuro nel giro di una settimana: «Pensiamo prima al Cagliari, ci aspetta una partita difficile, da un punto di vista climatico sarà simile a quella disputata contro la Sampdoria. Il match coi blucerchiati ci è servito per adattarci al clima, i sardi stanno bene, vorranno finire al meglio il campionato. I risultati ti aiutano a trovare fiducia, noi dobbiamo continuare su questa strada, i tre punti vanno guadagnati ogni giorno. L’importante è non dare nulla per scontato, dobbiamo continuare a giocare così, siamo tornati sulla strada giusta. Non fermiamoci più».
Corriere dello Sport
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