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CDS - Keita è tornato, la Lazio vola con l’ex Barça

redazionecittaceleste
Talento allo stato purissimo, magari hanno fatto il resto la scuola del Barcellona e la maturazione in corso alla Lazio. A Keita è bastato giocare la semifinale per diventare già il simbolo di queste finali Primavera. Ha spinto la Lazio contro il Chievo, che ha sbattuto contro un muro difensivo…

Talento allo stato purissimo, magari hanno fatto il resto la scuola del Barcellona e la maturazione in corso alla Lazio. A Keita è bastato giocare la semifinale per diventare già il simbolo di queste finali Primavera. Ha spinto la Lazio contro il Chievo, che ha sbattuto contro un muro difensivo e al contempo ha fronteggiato questo straordinario condensato di qualità, tecnica e velocità. Dove può arrivare Keita è ancora presto per dirlo, ma la strada è quella giusta. Aveva saltato per squalifica i quarti di finale contro il Torino, e ci ha pensato Lombardi. Poi, il funambolico attaccante classe 1995 s’è preso la scena rivelandosi determinante per portare i suoi alla finalissima di domenica sera a Gubbio. L’anno scorso contro l’Inter non c’era, stavolta potrebbe essere la carta buona per Alberto Bollini che insegue il titolo. Suo lo zampino in occasione del gol di Antic: «Sono ripartito dopo il loro calcio d’angolo, ho visto che potevo andare ho fatto uno sprint ho visto Milos che veniva a destra e l’ho data a lui. Il gol lo tengo per la finale».

BOLLINI ENTUSIASTA - L’allenatore promuove a pieni voti il fenomeno di Arbucias. Quanto c’è di talento e di scuola catalana? «Ci sono in lui tante doti naturali, ed essere cresciuti nel Barcellona sicuramente male non fa», risponde al volo Bollini. Impossibile fare finta di niente dopo una prestazione come quella vista contro il Chievo. «Non giocava una partita ufficiale da metà aprile - dice il tecnico - e l’ho visto sacrificarsi con tutta la squadra per raggiungere questo traguardo che ci inorgoglisce. Keita ha fatto benissimo la fase offensiva e ha dato una mano ai compagni. Tutta la Lazio ha ragionato e agito in questo modo davanti a un ottimo Chievo che merita i complimenti».

QUANTE PERIPEZIE - C’è sempre qualcuno che fa il trascinatore nelle grandi imprese. Keita ha scelto il momento giusto dopo le peripezie che l’hanno portato al tesseramento. Dalla crescita nel Barcellona al passaggio in prestito al Cornellà dove nel 2010 ha segnato 47 gol con gli Allievi finendo nel mirino della Lazio quando il contratto era in scadenza e aspettava il passaporto spagnolo. Dall’estate 2011 alla regolarizzazione della posizione si è consumata una lunga spasmodica attesa perchè tesserarlo voleva dire inquadrarlo come extracomunitario.TUTTO IL BUONO – La squadra non sta mostrando in questa fase di essere il rullo compressore visto nel girone di ritorno della regular season. Bollini prende tutto il buono delle partite che contano: «Siamo consapevoli che si può giocare meglio, però arrivati a questo punto conta molto anche il risultato e siamo felici di aver ottenuto la seconda finale consecutiva. E’ il premio per un lavoro importante e portato avanti con un gruppo giovane e di valore. Arriviamo all’ultimo atto avendo evidenziato soprattutto il cuore, la tenacia, l’attenzione con le qualità individuali. Questo mix ha funzionato bene e spero tanto che sia così anche domenica».

Corriere dello Sport