CDS - Lazio, qui si fa l’Europa
Ultimo giro in campionato, penultimo bivio europeo, la prima Europa passa da Trieste. Prestigio, ambizione, crescita, valorizzazione del parco giocatori, progetti futuri, gestione dello spogliatoio, mercato. La Lazio non può fallire l’appuntamento europeo, deve cogliere l’attimo offertole dal calendario sapendo che potrebbe non bastare. L’Europa, in attesa della Coppa Italia, è appesa all’Udinese. Petkovic deve battere il Cagliari e sperare nel passo falso di Guidolin, a Reja non è mai riuscito l’aggancio finale. L’Udinese, per due volte di fila, ha beffato la Lazio al fotofinish, il tecnico bosniaco spera che gli dei siano più indulgenti. La Lazio crede nella qualificazione, è un traguardo da centrare aspettando la finalissima contro la Roma. Le combinazioni sono chiare: la Lazio arriverà quinta in campionato se vincerà e l’Udinese non trionferà a Milano. Sarà una notte lunga, i biancocelesti si giocano tutto otto giorni.
IL VALORE – Riecco l’Europa, è vicinissima. Il quinto posto vale l’accesso al terzo turno (1 e 8 agosto), la Lazio vuole farlo suo per mettersi al riparo da sgradite sorprese. In Europa si può arrivare anche vincendo la Coppa Italia: in caso di conquista del quinto posto e del trofeo la squadra di Petkovic accederebbe direttamente alla fase a gruppi dell’Europa League (come quinta si qualificherebbe l’Udinese). L’aggancio europeo può condizionare il futuro: la mancata qualificazione creerebbe un danno al prestigio del club, complicherebbe la gestione dei big, di gente come Hernanes, campioni abituati a confrontarsi su palcoscenici europei. Petkovic rivuole l’Europa, non s’immagina fuori. E’ stato eliminato dal Fenerbahce, ha pagato l’intransigenza dell’Uefa e l’inaffidabilità di certi arbitri. Vlado ha portato i biancocelesti ai quarti di finale, un traguardo che mancava dal 2003, era stato raggiunto quando l’indimenticato Ugo Longo era stato scelto da Capitalia per traghettare la società verso un nuovo proprietario.
I SOLDI – L’Europa League non garantisce i guadagni della Champions, ma è un approdo irrinunciabile per la Lazio, società che Lotito ha rilanciato in ottica internazionale. E comunque la vecchia Coppa Uefa qualche soldino lo regala, è un piccolo tesoretto. Il cammino europeo fatto da Petkovic aveva garantito circa 3 milioni di introiti così ripartiti: 640 mila euro per la partecipazione ai gironi, 360 mila di bonus per le prime sei partite, 630 mila di performance attraverso i risultati della prima fase (140 mila a vittoria, 70 mila per ogni pareggio), 200 mila per la qualificazione ai sedicesimi, altri 300 mila per aver eliminato il Borussia Moenchengladbach. Eliminando lo Stoccarda la Lazio ha incassato un gettone di 400 mila euro portando il conto totale a 2,5 milioni di incasso escluso il market pool (soldi provenienti dagli sponsor). L’eliminazione del Fenerbahce avrebbe portato nelle casse laziali altri 700 mila euro, ma questi soldi se li son presi i turchi. La Lazio è stata anche penalizzata dai mancati incassi registrati nei match a porte chiuse (Stoccarda e Fenerbahce).
I PREMI – L’Europa vale il prestigio, qualche soldino e il gruzzolo che Lotito ha messo da parte, così fece sapere a gennaio. Prima della doppia semifinale di Coppa Italia con la Juventus il patron fissò i premi con la squadra, stanziò 20 milioni di euro: otto per lo scudetto, dodici da ripartire tra qualificazione europea (a quel tempo si sperava nella Champions) ed eventuale successo in finale di Coppa Italia. Europa, Coppa Italia e premi, la Lazio è attesa in cassa. Ma deve meritare di arrivarci…
Corriere dello Sport
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