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IL TEMPO - Petko detta la condizioni

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E ora l’intoccabile Vladimir Petkovic si interroga. Persa la partita con la Juventus, esame «decisivo» per inseguire ancora il mai abbandonato sogno Champions, per la prima volta l’allenatore di Sarajevo ha criticato l’operato della società. E lo ha fatto in modo chiaro, come sempre educato, ma senza dubbio diretto: «Anche…

E ora l’intoccabile Vladimir Petkovic si interroga. Persa la partita con la Juventus, esame «decisivo» per inseguire ancora il mai abbandonato sogno Champions, per la prima volta l’allenatore di Sarajevo ha criticato l’operato della società. E lo ha fatto in modo chiaro, come sempre educato, ma senza dubbio diretto: «Anche contro la Juve abbiamo giocato senza sette calciatori – ha osservato con rammarico Petkovic – siamo stanchi ed è normale dopo cinque partite in due settimane. Per competere ad alti livelli serve una rosa larga: per giocare 50 partite non possono esserci soltanto 8, 9 o 10 titolari».
Chiaro e conciso: impossibile non afferrare il messaggio. Il rendimento della Lazio nel girone di ritorno, del resto, è sotto gli occhi di tutti: 12 punti ottenuti in 13 partite, 12 gol fatti e ben 20 subiti per una parziale ma sempre umiliante 17ª posizione a braccetto con la disastrata Inter e il modesto Chievo. Peggio della Lazio, per capirci, hanno fatto soltanto Genoa (11 punti), Parma (10) e il già retrocesso Pescara, appena un pareggio raccolto in tredici partite. E se è vero che anche nelle ultime due stagioni il club biancoceleste aveva subito una flessione nella seconda parte del campionato, è altrettanto vero che un crollo del genere non si era mai verificato: nel 2010/11 la Lazio aveva raccolto 34 punti nell’andata e 32 nel ritorno, mentre lo scorso anno la squadra di Reja aveva girato la boa a quota 33 per poi ottenere 29 punti nel ritorno.
In questo scenario, è chiaro, Vladimir Petkovic non è esente da colpe. Ai vertici societari non sono piaciute alcune scelte dell’allenatore di Sarajevo, per il quale però la stima resta intatta. Non a caso il presidente Lotito è intervenuto più volte negli ultimi mesi per blindare Petkovic. E alla fine del campionato – se la Lazio non fallirà il pass europeo – la società convocherà l’allenatore per discutere il rinnovo del contratto, in scadenza nel giugno 2014.
Petkovic, del resto, ha diversi estimatori in Europa, ma anche in Italia. L’interesse del Borussia Dortmund – preoccupato dall’ormai smentita partenza di Klopp – è noto, ma anche Inter e Napoli hanno pensato al tecnico di Sarajevo. Nessun contatto ufficiale, ma i messaggi lanciati lunedì sera da Petkovic alla Lazio sono inequivocabili. Per vincere bisogna investire e il tecnico, giustamente elogiato per aver chiuso l’andata con 39 punti – non ha gradito l’immobilismo del club nel mercato invernale. Pereirinha e Saha non possono certo bastare per contenere il ritorno del Milan di Balotelli. Il resto è stato fatto dagli infortuni – Klose, Mauri, Konko, Dias e ora Lulic, per ricordare soltanto i principali – e da alcune scelte «etiche» della società, vedi per esempio le esclusioni di Diakitè e Cavanda. Decisioni accettate da Petkovic e dalla squadra, ma non sempre comprese. Discorsi da affrontare a stagione conclusa, dunque tra poco. Quando ci sarà da discutere anche del contratto del tecnico. «A inizio stagione la Lazio era da 7°-8° posto», ha osservato Petkovic prima del derby. Considerazione forse esagerata ma certo indicativa: per restare il tecnico di Sarajevo vuole maggiori garanzie.

Fonte: Il Tempo