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GAZZETTA - Lazio, mancano i gol. Senza Klose è dura

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Un passo indietro rispetto a Nizza, serata però utile per la crescita atletica e temperamentale. Ad Atene, contro un Panathinaikos povero ma bello (squadra low cost quella greca causa crisi economica del club), la Lazio tiene botta contro un avversario rivelatosi più tosto del previsto. Luci ed ombre per Petkovic.…

Un passo indietro rispetto a Nizza, serata però utile per la crescita atletica e temperamentale. Ad Atene, contro un Panathinaikos povero ma bello (squadra low cost quella greca causa crisi economica del club), la Lazio tiene botta contro un avversario rivelatosi più tosto del previsto. Luci ed ombre per Petkovic. Bene la tenuta difensiva, accettabile quella fisica, le pecche riguardano la manovra offensiva che stavolta non decolla: zero gol, poche occasioni da rete, difficoltà ad entrare nell’area avversaria. Senza Klose e con un Hernanes a mezzo servizio i biancocelesti combinano poco. Ma questa non è una novità.

Piccola bolgia
Test molto indicativo sotto il profilo ambientale, in quanto davvero poco amichevole. Complice il clima infuocato del vecchio stadio Nikolaidis (dove il Pana da quest’anno torna a giocare perché non può più permettersi l’affitto dell’Olimpico) i padroni di casa giocano come se fosse una partita vera: ritmo alto e gambe che non vengono tirate indietro. Rischia di farne le spese Radu: il romeno è toccato duro da Zeka, ma fortunatamente la caviglia regge. Il pubblico di casa non è da meno. Incita per tutta la gara i propri giocatori e prende l’appuntamento talmente sul serio che, a metà ripresa, l’arbitro è costretto a sospendere la gara per 5 minuti perché Marchetti è oggetto di lanci di bottigliette e petardi da parte della curva. Tutta un’altra musica, insomma, rispetto agli impegni precedenti della Lazio. Il Pana dei giovani corre senza soste dall’inizio alla fine, costringendo i biancocelesti ad un lavoro molto più duro del preventivato.

Meglio con Hernanes
Non a caso la Lazio riesce a combinare le cose migliori quando i greci giocoforza tirano un po’ il fiato. Accade a cavallo dei due tempi, quando arrivano anche le occasioni migliori che ha la squadra di Petkovic per sbloccare il risultato. Al gol vanno vicini prima Floccari, Lulic, Dias e infine Hernanes. L’ingresso del Profeta a inizio ripresa rende la Lazio leggermente più pimpante. Merito anche del successivo ingresso dell’altro nazionale Gonzalez che spinge Petko a tornare al caro, vecchio 4-5-1 della scorsa stagione, con la variante di Biglia play al posto di Ledesma (Gonzalez rileva proprio il capitano). I due argentini (Biglia e Ledesma) giostrano invece in tandem fino a quando la Lazio gioca col 4-2-3-1. Il doppio regista, a differenza di Nizza, convince poco, frenato dai ritmi troppo alti: la coesistenza tra i due è comunque possibile, serve solo che entrambi raggiungano il top della condizione. Preoccupa piuttosto la scarsa vena realizzativa: ancora una volta, assente Klose (rimasto a Roma a scopo precauzionale), la Lazio è rimasta a secco.

Fonte: La Gazzetta dello Sport