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CDS - Il Real voleva mago Grigioni

redazionecittaceleste
L’indiscrezione, trapelata dagli ambienti della Casa Blanca, rimbalza da Madrid. Carlo Ancelotti, nuovo allenatore del Real, aveva pensato e avrebbe voluto Adalberto Grigioni, preparatore dei portieri della Lazio, nel suo staff. Il contatto (indiretto) risale all’inizio di luglio ma il sondaggio non fece in tempo a prendere corpo, non solo…

L’indiscrezione, trapelata dagli ambienti della Casa Blanca, rimbalza da Madrid. Carlo Ancelotti, nuovo allenatore del Real, aveva pensato e avrebbe voluto Adalberto Grigioni, preparatore dei portieri della Lazio, nel suo staff. Il contatto (indiretto) risale all’inizio di luglio ma il sondaggio non fece in tempo a prendere corpo, non solo perché il tecnico umbro è visceralmente legato alla società biancoceleste ed è sotto contratto sino al 2014, ma anche perché certe amicizie milaniste hanno pesato e quel posto, in un ristretto lotto di papabili, è toccato a William Vecchi, ex portiere del Milan, negli ultimi tre anni impegnato con gli Allievi rossoneri e in precedenza preparatore di Ancelotti nel Parma. Grigioni avrebbe potuto ritrovarsi al Bernabeu, un po’ come è successo (in piccolo) ad Antonio Rozzi, a fare il riscaldamento di Diego Lopez e Iker Casillas. Poco male, anzi meglio per la Lazio. Continuerà a sparare palloni a Formello per allenare Federico Marchetti e adesso anche Etrit Berisha, l’albanese ex Kalmar appena planato a Formello con la raccomandazione del ct Gianni De Biasi. «E’ un istintivo, ha grandi mezzi fisici e alla Lazio continuerà a migliorare trovando un preparatore del livello di Grigioni» disse alla fine di luglio.

RISORSA - Tutti lo conoscono tra gli addetti ai lavori ed è un patrimonio tecnico della Lazio, al sicuro tra i pali da ormai quasi nove anni anche grazie al suo lavoro. Felice l’intuizione di Carlo Osti, che lo aveva conosciuto alla Ternana e lo chiamò per integrare lo staff di Rossi nel giugno 2005. Lotito se l’è tenuto stretto e gli ha rinnovato il contratto già due volte dopo il 2009 ai tempi dell’addio di Delio. Grigioni ha lavorato con Ballardini, con Reja e ora con Petkovic. E’ un uomo della società e sta contribuendo alla crescita dei giovani. Nelle ultime settimane si è dedicato all’addestramento di Thomas Strakosha e Guido Guerrieri della Primavera, due giorni fa ha preso in consegna Etrit Berisha, che è venuto su in Svezia con le proprie doti. Dovrà inserirsi e capire il calcio italiano, procedendo nell’addestramento. Grigioni è il mago dei portieri e ne ha plasmati tanti, lavorando sulle qualità più che sui difetti. Cercare di esaltare i pregi è il suo segreto, non bisogna snaturare il talento. Tante per dirne una: Fernando Muslera usciva sino ai limiti dell’area di rigore, aveva coraggio e personalità da vendere, ecco perché non gli ha mai detto di restare sulla linea di porta. Lo ha protetto e migliorato, confidando nella sua forza d’animo, altrimenti sarebbe stato inutile qualsiasi allenamento dopo quei cinque gol presi all’esordio con il Milan all’Olimpico. Adalberto ha un rapporto solido con i suoi portieri. L’uruguaiano lo considerava quasi un secondo padre. Speciale anche il feeling con Federico Marchetti, che è quasi un mostro, l’unico vero erede di Buffon. Grigioni lo ha aiutato a superare le difficoltà naturali dopo un anno di stop a Cagliari e ha fatto riemergere la sua esplosività muscolare, che si era un pochino assopita perché si era allenato per troppo tempo correndo sulla spiaggia del Poetto. Oggi Federico ha raggiunto una sicurezza spaventosa, favorita anche dal ritorno in maglia azzurra.

PERUZZI - Grigioni non si è mai preso i meriti, lavora e stimola il talento di chi prepara. Cosa vuoi insegnare a Peruzzi? Niente, si può solo allenare. Ma è lo stesso Angelo a raccontare che i suoi migliori campionati alla Lazio (ne ha giocati sette) sono stati gli ultimi, quando è tornato al top con gli allenamenti di Adalberto, oggi suo grande amico. E se Ballotta ha parato in Champions a 44 anni significa che il miracolo è diventato possibile anche lavorando bene durante la settimana a Formello. L’unico rimpianto, non solo di Adalberto, è legato a Juan Pablo Carrizo, arrivato alla Lazio troppo acerbo ma già con l’etichetta di portiere svezzato. Non era così e nell’estate 2012, quando è rientrato per gli ultimi mesi di contratto, s’è fatto scoprire adulto, maturo, molto più forte rispetto ai tempi in cui era arrivato dal River Plate. Oggi l’argentino fa il cambio di Handanovic, un altro portiere (scambio di prestiti con Sereni al Treviso) transitato da Formello nell’inverno 2006. Davanti aveva Peruzzi e Ballotta, a fine campionato rientrò all’Udinese.

Fonte: Corriere dello Sport