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CDS - Super Klose tutto su di lui

redazionecittaceleste
A volte lo spirito del mondo si vede passare a cavallo, come capitò a Hegel con Napoleone. Altri avranno invece domani pomeriggio la fortuna di vederlo correre su un campo di calcio. Eh sì, perché alle 15 salirà le scalette dell’Olimpico Miroslav Klose. Era partito per Monaco di Baviera con…

A volte lo spirito del mondo si vede passare a cavallo, come capitò a Hegel con Napoleone. Altri avranno invece domani pomeriggio la fortuna di vederlo correre su un campo di calcio. Eh sì, perché alle 15 salirà le scalette dell’Olimpico Miroslav Klose. Era partito per Monaco di Baviera con l’inchiostro in mano per scrivere la storia. E ha eseguito il compito con la solita precisione al primo match point. Contro l’Austria, nelle gara di qualificazione ai Mondiali di Brasile 2014 che, con ogni probabilità, vedrà protagonisti i tedeschi e, per l’ennesima volta, Klose. Traversone dalla destra su cui si è avventato con la consueta fame rabbiosa. Onnivoro di gol, difficile dire altro di un calciatore che con la rete alla squadra di Vienna (la sesta nella sua carriera) è diventato il miglior marcatore di sempre della storia della Nazionale tedesca. Il record era lì, a una zampata dal mito Gerd Müller, raggiunto. Inutile dire che l’obiettivo è diventare primatista assoluto. Una cifra, per ora sono sessantotto, da non dividere con nessun altro.

LA FILOSOFIA IN AIUTO - Klose rappresenta lo spirito del mondo (sportivo), come Napoleone ha rappresentato lo spirito del mondo (politico) nella visione del filosofo (guarda un po’ tedesco) Hegel. La storia in una sola parola. Sarà difficile – ancora di più dopo il gol del 6 settembre – fare i conti con la storia del pallone senza affrontare e incrociare quella di Re Miro. Qualsiasi bimbo che si appassionerà al calcio e comincerà a correrci dietro sognando di fare gol troverà un papà, al limite uno zio, che racconterà le gesta sportive del formidabile bomber tedesco. Che ha scritto e continuerà a scrivere la storia del calcio della Nazionale tedesca (quello in Brasile sarebbe il suo quarto Mondiale e nei tre precedenti ha sempre segnato, facendo registrare in quelli del 2010 il record di marcature in una fase finale (quattordici, solo Ronaldo con quindici ha fatto meglio). Ma non solo Nazionale. Klose è un Re Mida, trasforma in oro ciò che tocca. In qualsiasi Paese o squadra decida di giocare. Fedele a una rigorosa morale sportiva che lo rende professionista ineccepibile. Testimonial delle qualità e dei risultati conseguiti. Bosch, Mercedes, Adidas a fianco di Klose. Garanzia teutonica.

L’ABBRACCIO DELL’OLIMPICO - Miro torna da eroe, il popolo biancoceleste, la sua gente, non vede l’ora di riabbracciarlo. Klose, oltre a gol e punti conseguenti, porta prestigio alla società. Riconoscibilità internazionale. Identità. La società aveva pensato di premiarlo per il risultato conseguito con la Nazionale. Ma Klose è calciatore riservato, uomo schivo. Non vuole riflettori, lascia che a parlare sia il campo e nel suo caso i gol. Quella è la sua lingua, non conosce variazioni sul tema. Perciò l’emozione che proverà quando l’Olimpico griderà il suo nome durerà un lampo, poi ci sarà da pensare soltanto al Chievo. Perché quello contro la formazione di Sannino è già una partita decisiva dopo un inizio di stagione dove i lampi si sono visti da lontano in mezzo a due sberle dolorosissime contro la Juve. Klose si è sbloccato anche in campionato e lo ha fatto contro il tabù Buffon. Se il buongiorno si vede dal mattino, apprestiamoci a gustare un’altra pagina di storia. Lo scorso anno il bomber centrò la sua terza stagione di sempre in termini di gol. Dalla Germania fanno sapere che mai l’attaccante è stato in uno stato di forma così elevato: farà segnare un altro record?

Fonte: Il Corriere dello Sport