CDS - Lotito alla curva: «Non mollo»
Non è una novità la contestazione all’Olimpico, ma non accadeva da tempo e la notizia riguarda la frattura tra la Nord e Lotito dopo una stagione (quella passata) di tregua. Ci sono state in passato contestazioni più dure, ma questa non è stata tenera. Gli ultras si sono radunati a Ponte Milvio e hanno lasciato la curva vuota nel primo quarto d’ora della partita con il Chievo. Sugli spalti campeggiava uno striscione di protesta per il mercato, bissato in Tevere da un altro (molto più ironico) dedicato a Vignaroli, lo svincolato preso nel 2007 dopo l’ingresso in Champions. Niente tifo per un quarto d’ora e i soliti cori ostili nei confronti del presidente. Al quindicesimo, con il Chievo già sotto di un gol, gli ultras hanno annunciato il proprio ingresso in curva sparando sei-sette bombe carta (costeranno una multa pesantissima) e poi si sono messi a cantare il consueto ritornello: «Vattene a Salerno» . Bisogna anche sottolineare come il resto dell’Olimpico non fosse contro Lotito e anzi si sono sentiti benissimo i fischi di disapprovazione: molta gente era infastidita dall’iniziativa di protesta della curva. Un aspetto di cui tenere conto. I tre gol di Candreva, Cavanda e Lulic hanno contribuito ad ammorbidire il clima e spegnere i malumori prima dell’intervallo.
REPLICA - Nel secondo tempo non c’è più stata contestazione e alla fine della partita è diventata un motivo di riflessione a cui Lotito non si è sottratto nelle interviste televisive. «Io non sono convinto che tutti i tifosi siano scontenti. Questa contestazione dura da molto tempo, ma se il loro obiettivo è farmi desistere allora hanno sbagliato obiettivo perché io non mollo. Quando sono arrivato la Lazio si era ad un passo dal fallimento, mentre ora ha fatto passi da gigante sia sul campo che come peso in Lega. Abbiamo vinto due Coppe Italia e una Supercoppa e abbiamo fatto tante cose che sono sotto gli occhi di tutti. Io ammetto le critiche costruttive, ma non quelle fatte tanto per fare, soprattutto a inizio stagione» . Lotito ha smontato le accuse per il mancato acquisto di Yilmaz. «Quella del tifoso non è una professione. Qui ci sono 300 persone che contestano la mia persona indipendentemente dai risultati, lo hanno fatto anche dopo la vittoria della Coppa Italia e durante il ritiro. Oggi hanno preso a pretesto il mancato arrivo di Yilmaz che nessuno si era prefissato. Yilmaz sono contento di non averlo acquistato e mi assumo la responsabilità di ciò che dico. Ci è stato proposto il 15 agosto, alla fine ho deciso di non voler soggiacere al ricatto di un uomo (l’agente, ndr) anche perchè Yilmaz non è il messia» . Ha difeso il suo lavoro lungo nove anni. «E’ un dato di fatto che oggi la squadra possa competere con club che fatturano il triplo di noi. C’è un progetto di crescita importante» . Gli danno fastidio le critiche preventive. «Devono avvenire sempre dopo i fatti, non prima. Ritengo ci sia una sparuta minoranza che mi criticherà sempre. Non mi curo di loro, ma è chiaro che questo atteggiamento non fa bene alla squadra. Chi pensa di potermi condizionare con questo atteggiamento non ha capito nulla, io ho più interesse dei contestatori a fare una squadra forte. E’ successo anche questa estate: non ho venduto i giocatori più importanti, nonostante offerte alte. Quando i nuovi acquisti saranno a disposizione anche queste persone si accorgeranno del valore degli innesti arrivati in estate. Questi non sono tifosi, sono contestatori. Oggi c’erano 7300 paganti: la gente critica, ma non viene allo stadio. L’unione fa la forza e questi non fanno la forza del club, anche se non mi toccano. Io non mi curo di loro».
Fonte: Il Corriere dello Sport
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