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CDS - Keita-Hernanes l’urlo della Lazio

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Buon debutto della Lazio in Europa League. Senza spendere troppe energie, i ragazzi di Petkovic hanno piegato le resistenze del Legia Varsavia accompagnati in questa trasferta da molti tifosi, alcuni dei quali, peraltro, si sono distinti per la predisposizione ad atteggiamenti violenti. Hernanes (eroe della serata in quanto autore del…

Buon debutto della Lazio in Europa League. Senza spendere troppe energie, i ragazzi di Petkovic hanno piegato le resistenze del Legia Varsavia accompagnati in questa trasferta da molti tifosi, alcuni dei quali, peraltro, si sono distinti per la predisposizione ad atteggiamenti violenti. Hernanes (eroe della serata in quanto autore del gol-vittoria che avrebbe potuto bissare se il palo non si fosse sostituito a Skaba) e compagni non è che abbiano offerto uno spettacolo straordinario. Anzi, nel primo tempo sono stati decisamente dimessi, poi nella ripresa, avendo capito che era sufficiente una piccola accelerata per liberarsi felicemente dei polacchi, hanno provveduto a cercare il gol con maggiore determinazione trovandolo e sfiorandolo in due occasioni (il palo, appunto, e una gran parata in angolo di Skaba su una bella conclusione di Novaretti). Per non rischiare, Petkovic ha concluso con una ermetica difesa a cinque che i volenterosi ragazzi venuti da Varsavia non hanno tenuto particolarmente sotto pressione.

CAMBI – Come era ampiamente previsto e annunciato, Petkovic ha rinunciato a una buona parte dei suoi titolari (Ledesma, Klose Lulic, Candreva) anche per non esporli al rischio di infortuni particolarmente inopportuni alla vigilia del derby. Ha spedito in campo Hernanes per valutarlo dopo la domenica di libertà causa squalifica e per un tempo non è che abbia brillato per furore agonistico e capacità di incidere sulla gara. Spazio ha trovato anche il giovane Keita che ha confermato di essere ancora un po’ acerbo ma anche di avere notevoli qualità (emerse in occasione del gol). Una chance è stata data a Floccari che, invece, è apparso decisamente fuori dal contesto. Ha cambiato anche modulo, il tecnico bosniaco, affidandosi ai due trequartisti che partivano dall’esterno per supportare l’unica punta. Ma era evidente che le motivazioni della Lazio non erano analoghe a quelle del Legia. I polacchi sono apparsi più concentrati e dotati di gambe decisamente più veloci tanto è vero che normalmente sul pallone arrivavano per primi. Non è un caso che nei primi quarantacinque minuti, l’occasione più pericolosa l’abbiano costruita quelli del Legia con Kosecki che pressato da Cavanda è riuscito soltanto a spedire su Marchetti un pallone che sollecitava ben altro trattamento anche perché la posizione rispetto alla porta era estremamente ravvicinata. La Lazio ha incontrato enormi difficoltà a dare alla manovra continuità e soprattutto profondità confermando che Klose non ha, purtroppo, un sostituto.

DIVARIO – Per quanto non disprezzabile, la squadra polacca è abbastanza povera di qualità tecnica. E se dal punto di vista dell’organizzazione complessiva, la Lazio abbia lasciato un po’ a desiderare, alla fine è riuscita ad andare in vantaggio con un guizzo: una bella volata sulla fascia di Keita che si liberava di Broz e metteva in mezzo all’area una palla perfetta che di testa Hernanes spediva in rete sovrastando in elevazione Brzyski. Bisogna dire che il Legia, al di là di un certo ordine molto scolastico, non è che sia apparsa una squadra dotata di grandissime idee. E nemmeno di grandissimi giocatori. Evanescenti in avanti con tal Saganowski che non l’ha vista nemmeno in cartolina, sostituito in corso d’opera per evidente deficit di produttività. I due mediani, poi, limitano il loro contributo alla protezione della difesa ma nella trasformazione del gioco da difensivo a offensivo appaiono piuttosto inconcludenti. Insomma, molta buona volontà e anche determinazione, ma poca efficacia. La partita valeva soprattutto per le indicazioni che avrebbe dato a Petkovic in vista del derby. I segnali di Hernanes per il tecnico sono stati confortanti e Cavanda, a sua volta, appare in continua crescita, al pari di Ederson. Ma forse qualche motivo di riflessione è emerso nel mezzo della linea difensiva.

Fonte: Corriere dello Sport