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CDS - Lulic prenota un altro 71’

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Chissà perché, anche Petkovic giovedì sera ha aspettato che trascorresse il settantunesimo minuto della partita con il Legia Varsavia prima di ordinare il cambio e far entrare in campo Senad Lulic al posto di Hernanes. L’esterno di Mostar si stava scaldando sotto la Monte Mario, lato Curva Sud, quando la…

Chissà perché, anche Petkovic giovedì sera ha aspettato che trascorresse il settantunesimo minuto della partita con il Legia Varsavia prima di ordinare il cambio e far entrare in campo Senad Lulic al posto di Hernanes. L’esterno di Mostar si stava scaldando sotto la Monte Mario, lato Curva Sud, quando la Nord ha cominciato a scandire il conto alla rovescia, richiamando l’attenzione di tutto l’Olimpico. E’ un rito che si ripete ad ogni partita della Lazio e con qualsiasi risultato. E quasi sempre, se stai seguendo il gioco, ti prende di sorpresa. Gli ultras, e non solo, si abbracciano ed esplodono in un boato fragoroso proprio al settantunesimo, ricordando l’istante decisivo del 26 maggio. Senad l’altra sera stava correndo insieme a Klose, ha alzato lo sguardo e ha sorriso, cercando di continuare il riscaldamento senza farsi rimproverare da Petkovic. Dopo il debutto stagionale in Europa League, ha raccontato. «Sentire il boato della Nord al 71’ è un’emozione incredibile, difficile da spiegare».

BRAND - Come un diamante. Quel gol gli ha stravolto la vita e resterà per sempre, forse diventando anche un business. Di sicuro quella prodezza s’è trasformata in un brand, sono spuntate t-shirt di ogni genere. I tifosi, per tutta l’estate, hanno chiesto al centrocampista bosniaco di cambiare numero di maglia. Lulic ci ha pensato, ha tentennato e poi ha deciso. «Il 19 sulle spalle, il 71 nel cuore» ha risposto, chiarendo come non fosse giusto abbandonare quello che è sempre stato il suo numero di maglia in carriera. «Ora è come se ne avessi due» ha raccontato durante il ritiro di Auronzo di Cadore e un mese fa, intorno a Ferragosto, ha deciso di lanciare una nuova linea di abbigliamento. Si chiamerà Lulic71 e verrà interamente presentata a dicembre. Ma le prime t-shirt sono pronte e già oggi, alla vigilia del derby, potranno essere acquistate dai tifosi biancocelesti presso i punti vendita Lazio Style. Senad le ha realizzate in collaborazione con la Macron, l’azienda bolognese che per la seconda stagione consecutiva è sponsor tecnico della squadra di Petkovic.

MAICON - Lulic è diventato un eroe popolare, rubando la copertina a Hernanes e Klose. E’ diventato il personaggio della finale di Coppa Italia, ma l’emozione del 26 maggio si mescola con il desiderio di provare a concedere il bis domani allo stadio Olimpico. Dai ricordi si passa al campo. Petkovic lo ha risparmiato in Europa League, sganciandolo soltanto nell’ultimo quarto d’ora. Sarà fresco e scattante per provare a infilare la Roma. Vlado gli chiede i gol che mancheranno quest’anno all’attacco quando non segnerà Klose. Due anni fa con Reja ne aveva segnati quattro in campionato, nella stagione passata si è fermato a uno, regalandosi però la rete del 26 maggio in Coppa Italia. Sulla sua fascia si potrebbe decidere la partita. «Maicon è un grande giocatore, ma non è la prima volta che lo affronto» ha raccontato Senad. Nel suo primo campionato italiano, due anni fa, una vittoria a testa. Il brasiliano giocava ancora nell’Inter.

APPELLO - Lulic ha lanciato la Lazio. «Vogliamo vincere ancora. E non interessa chi ha vinto l’ultima volta» ha spiegato nella zona mista dell’Olimpico a notte fonda. Con la Roma dovrà essere una sfida all’insegna della civiltà. E sulla propria pagina ufficiale di Facebook, Lulic ha lanciato un appello ai tifosi. «Mi auguro di vivere un derby all’insegna dei valori, dello sport e della festa. Forza Lazio!». E che festa sia. Veramente.

Fonte: Corriere dello Sport