Città Celeste Notizie Rassegna Stampa CDS - Mental coach ripensaci tu
Rassegna Stampa

CDS - Mental coach ripensaci tu

redazionecittaceleste
(IL CORRIERE DELLO SPORT) |Parla sei lingue Vlado il poliglotta, non l’inglese, ma è un cittadino del mondo: s’è inserito in fretta, ha compreso lo spirito e lo slang del romano, ha caricato quei pochi che assisteranno e sosterranno la Lazio, sola contro tutti. Garcia ha spiegato che l’Olimpico si…

(IL CORRIERE DELLO SPORT) |Parla sei lingue Vlado il poliglotta, non l’inglese, ma è un cittadino del mondo: s’è inserito in fretta, ha compreso lo spirito e lo slang del romano, ha caricato quei pochi che assisteranno e sosterranno la Lazio, sola contro tutti. Garcia ha spiegato che l’Olimpico si trasformerà nel dodicesimo della Roma. Questa volta Petkovic rischia di giocare fuori casa davvero. E allora s’è preoccupato di moltiplicare le energie dei quattordici mila tifosi biancocelesti (su 22 mila biglietti disponibili) che si sono prenotati per il derby. Giovedì notte aveva puntato l’indice sugli assenti, colpevoli di aver disertato al debutto europeo con il Legia Varsavia. Ieri ha caricato chi ci sarà. «Cambierà solo perché avremo la panchina sul lato destro. Come la Roma si sente in casa, anche noi giocheremo in casa. La Curva Nord sarà piena e non mi sorprenderò se ci saranno tante persone che staranno per noi anche in altre parti delle tribune. Si vedranno quando segneremo un gol» ha risposto, trasmettendo sicurezza e l’idea di voler fare male alla Roma. «Garcia gli ha già dato un’identità. E’ una signora squadra, ne conosciamo i valori, ma dobbiamo concentrarci su cosa vogliamo fare noi e sfruttare le debolezze dell’avversario, perché ce ne sono». Così ha lanciato la sfida e un avvertimento preciso: la Lazio non resterà a guardare e in attesa degli eventi. «Roma favorita? Lo dicono gli esperti. Mi fa piacere. Tocca alla mia squadra dare qualcosa di più».

SARAJEVO – Garcia era l’eversore del Lens, per questo (prima ancora di giocarlo) è stato definito come un uomo derby. Un anno fa Petkovic era stato quasi deriso, alla vigilia del suo debutto, scomodando improbabili derby del Canton Ticino tra Bellinzona e Lugano. Ci rimase male, perché nella sua carriera di allenatore aveva già vissuto partite vibranti: due finali di Coppa di Svizzera, il duello per lo scudetto tra Young Boys e Basilea risolto all’ultima giornata, i preliminari di Champions sulla panchina dei gialloneri di Berna. E poi, tornando indietro nel tempo, la bolgia di Sarajevo quando era un centrocampista dell’Fk e doveva sfidare i “ferrovieri” dello Zeljeznicar. «Allo stadio venivano in sessantamila». Vinse uno scudetto nel 1985 e la Jugoslavia era ancora unita. Due anni più tardi, all’inizio del conflitto etnico, si rifugiò e concluse la sua carriera di giocatore in Svizzera, che non ha più lasciato, se non per continuare a crescere da allenatore. Un’esperienza poco fortunata al Samsunspor in Turchia e poi la Lazio, lui sì, da vero uomo derby. Tre partite con la Roma, una vittoria e un pareggio in campionato, il trionfo del 26 maggio in Coppa Italia. Per Zeman e Andreazzoli è stato un incubo, per i giallorossi è Vlado lo spauracchio. Signorile, come sempre, nel confronto con il nuovo tecnico francese. «Garcia ha fatto risultati prestigiosi in Francia, era già un tecnico di valore. Io sono arrivato come uno sconosciuto e non mi davano neppure tre partite di credito. Ma questo conta relativamente. E’ importante finire bene la stagione e riportare dei successi».

MENTAL COACH – Questa volta ci è arrivato con qualche patema d’animo, sopportando il nervosismo di Lotito per la doppia pesante sconfitta con la Juventus, più due assenze pesantissime in difesa (Biava e Radu). Gli ultimi giorni lo hanno rasserenato. «Stiamo crescendo e siamo sulla via di ritrovare la vera Lazio. Vincere un trofeo cambia la vita a tutti, è stato complicato tornare subito alla realtà. Le aspettative sono aumentate». Il presidente ieri si trovava a Formello per assistere all’allenamento. Così come era presente Sandro Corapi, il mental coach, reinserito nello staff di Petkovic da qualche giorno. Durante il ritiro di Norcia, prima della finale di Coppa Italia, era stato decisivo il suo ingresso. Realizzò con Jesse Fioranelli uno dei collaboratori del tecnico bosniaco, un video emozionale per caricare la Lazio. Sarà un caso, ma Petkovic ha parlato soprattutto dell’aspetto psicologico. «Più che la tattica serviranno la testa, la calma e una concentrazione totale. Preferisco fare la partita, ma sappiamo che ci saranno momenti in cui dovremo anche soffrire». S’è infilato nella scia di Garcia e lo ha sorpassato a sinistra. «Il derby si vince, non si gioca. Ha ragione. Sono d’accordo. Lo avevo detto prima della finale di Coppa Italia». Per l’intera estate, dal primo giorno di ritiro ad Auronzo, ha combattuto e si è macerato per allontanare quel clima pericoloso di festa intorno alla squadra per il 26 maggio. «E’ passato e lo abbiamo dimenticato da tempo». Oggi è un’altra storia. E la Lazio dovrà dimostrare sul campo di poter scrivere un altro capitolo entusiasmante.

Cittaceleste.it