CDS - A ogni 61’ i tifosi turchi ricordano la resistenza bizantina del 1461
(IL CORRIERE DELLO SPORT) | TREBISONDA – Dieci minuti di distacco. Si può sostenere che sia questa una differenza tra i tifosi del Trabzonspor e quelli della Lazio. Al sessantunesimo minuto di ogni partita, nel vecchio stadio Hüseyin Avni Aker, gli ultras dei bordò-blu lanciano petardi, accendono fumogeni e tirano rotoli di carta igienica in campo. Ferocemente aggrappati alla tradizione e alle proprie radici culturali, ricordano la festa del 1461, quando l’antica Trebisonda, ultimo baluardo dell’impero bizantino, cadde e venne conquistata dagli Ottomani. Dovrebbero inscenare lo spettacolo anche questa sera e chissà se i cinquanta tifosi della Lazio arrivati fin quaggiù avranno voglia e possibilità di replicare. Da questa estate, anche in occasioni delle partite meno favorevoli alla squadra biancoceleste, al settantunesimo minuto lanciano il conto alla rovescia, esplodono in un fragoroso applauso e si abbracciano, ricordando il gol decisivo di Lulic nella storica finale di Coppa Italia del 26 maggio scorso contro la Roma. Dalle feste al mistero dei biglietti inviati (ma sarà vero?) e mai arrivati nella Capitale. Per ovviare il Trabzonspor ha messo a disposizione un botteghino che sarà aperto sino a oggi pomeriggio alle 16 per i tifosi della Lazio, che potranno acquistare i biglietti soltanto sul posto. E’ stato promesso anche un servizio di sorveglianza accurato per evitare agguati o incidenti. Peraltro da Roma sono partiti o partiranno solo pochissimi tifosi, al massimo una cinquantina. Coraggiosi e pieni di amore per la squadra biancoceleste: meriterebbero un premio e un buon risultato.
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