CDS - Onazi, il signore del centrocampo
(CDS) | Nel 2013 è diventato grande, ha vinto la Coppa d’Africa, s’è imposto in serie A, ha messo un piede ai Mondiali, è diventato decisivo per Petkovic. Nel 2013 ha sempre giocato Onazi, da febbraio ad oggi sul suo score laziale sono state ascritte 28 presenze: sedici fanno parte dell’annata 2012-13, dodici sono riferite a quella in corso. Onazi è una prima scelta, lo dicono i numeri. Non è un titolare fisso, potrebbe (dovrebbe?) esserlo. In questo momento è il migliore del reparto, il più in forma. Biglia cerca continuità, Ledesma c’è e non c’è, Hernanes e Gonzalez sono irriconoscibili. La crescita di Onazi è sotto gli occhi di tutti: dall’agosto al dicembre 2012 in serie A mise piede in campo solo quattro volte, giocò pochissimo, entrò in corsa, non partì mai titolare (55 minuti di gioco). Petkovic lo utilizzò più che altro in Europa League (5 presenze da titolare su 8 match totali) prima di perderlo a causa della Coppa d’Africa.
L’IMPORTANZA – Onazi è esploso nel 2013, a febbraio ha vinto il trofeo con la Nigeria, da quel momento in poi s’è dedicato alla Lazio. Petkovic piano piano l’ha promosso titolare, il finale di stagione l’ha affrontato col nigeriano a centrocampo. Gli fece disputare anche la finalissima con la Roma. E la nuova stagione è iniziata nel suo segno. Onazi ha già totalizzato 12 presenze in 14 partite: per sei volte (su 10 occasioni) è partito titolare in campionato. In Europa ha giocato due gare su tre dal primo minuto (a Nicosia è entrato negli ultimi istanti di gioco). L’importanza di Onazi si riscontra nelle statistiche e prima ancora in campo. A Milano, vale l’ultimo esempio, è entrato nel secondo tempo ed è stato decisivo. Hernanes e Ledesma non hanno funzionato nel 4-4-2, il cambio di modulo (4-3-3) ha generato il pareggio. Onazi, oggi come oggi, non è solo il più in forma della Lazio, è l’unico centrocampista che riesce a catturare palloni e a garantire il cambio di passo. E’ dinamico, è veloce, non sta fermo un attimo. Da mezzala incide nelle due fasi: sa essere diga, riesce a far ripartire l’azione. Sta bene mentalmente e fisicamente, è carico, la forza dei 20 anni lo aiuta.
S.SIRO – A S.Siro s’è fatto valere, era già successo. A S.Siro si sente di casa, ricorderete il gol parabolico realizzato contro l’Inter. Onazi a maggio spolverò l’incrocio di Handanovic: fece partire un destro filante dopo aver stoppato il pallone, scagliò un bolide da trenta metri, era pura polvere da sparo. Esplose di gioia, andò incontro a Petkovic, lo abbracciò. Onazi, a 20 anni, ammutolì S.Siro. Onazi, a 20 anni, segnò il suo primo gol in A come Stankovic, generando un tiro potente, uno di quelli cari al campione serbo. Un dato li accomuna: Stankovic è nato l’11 settembre 1978 e segnò la prima rete in A con la Lazio il 13 settembre 1998 (aveva venti anni e due giorni). Onazi è nato il 25 dicembre 1992 e ha segnato la prima rete in campionato a 20 anni, quattro mesi e otto giorni. La Lazio si augura che il nigeriano possa crescere meritando paragoni eccellenti.
L’ETIOPIA – La Coppa d’Africa e il Mondiale. Onazi è scatenato, ha già un piede in Brasile. La Nigeria ad ottobre ha battuto l’Etiopia 2-1, il 16 novembre a Calabar si disputerà il match di ritorno del play-off. Le super aquile sono ad un passo dalla qualificazione, vogliono conquistarla, pregustano la festa, sono eroi nel loro Paese. Onazi il 16 novembre sarà in campo, non potrebbe essere altrimenti. S’è preso anche la Nigeria e il 18 novembre affronterà l’Italia in amichevole, la partita si giocherà a Londra. Il 2013 non è ancora finito, può regalargli altre gioie, altri sogni ad occhi aperti. Nel 2013 compirà 21 anni, lo farà il 25 dicembre, nel giorno di Natale. Chissà quanti regali avrà già scartato.
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