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CDS - Ma con la Juve spazio agli eroi di Coppa Italia

redazionecittaceleste
Tre settimane di preparazione e altrettante amichevoli prima di arrivare alla finale di Supercoppa. Tante idee, molte interrogativi, altre prove, una (quasi) certezza: con la Juventus toccherà agli eroi del 26 maggio. Petkovic ripartirà dalla vecchia Lazio e dalla consapevolezza di poter contare su una panchina più ricca. Almeno inizialmente,…

Tre settimane di preparazione e altrettante amichevoli prima di arrivare alla finale di Supercoppa. Tante idee, molte interrogativi, altre prove, una (quasi) certezza: con la Juventus toccherà agli eroi del 26 maggio. Petkovic ripartirà dalla vecchia Lazio e dalla consapevolezza di poter contare su una panchina più ricca. Almeno inizialmente, però, dovrebbe essere ancora 4-1-4-1. Si riparte dalla squadra ammirata nel derby con la Roma. Non è una notizia, ma soltanto una considerazione logica. Ci sono tre buoni motivi, legati alle circostanze, per ritenere difficili le sorprese: gerarchie, certezze tattiche, la magìa della Coppa Italia alla base di ogni ragionamento.

GRUPPO – Petkovic, in apertura di ritiro, ha sottolineato con forza quanto conti lo spessore morale e la compattezza dello spogliatoio. Era un messaggio ai naviganti. Ci sono diversi nuovi acquisti. «Ne conosciamo il valore, si dovranno inserire con calma. Si vince con il gruppo» ha osservato Vlado. Partiranno in seconda fila, dovranno scalare le gerarchie e conquistare la fiducia della squadra prima ancora della stima del tecnico. Il campo giudice inesorabile e infallibile, ma anche la tutela del gruppo. Voleva rassicurare tanti di quei giocatori che l’anno scorso gli hanno permesso di raggiungere determinati traguardi.

CERTEZZE – La difesa a tre è una tentazione, Petkovic l’aveva già lanciata (con scarso successo) nella passata stagione e ci riproverà nei prossimi mesi, questo è sicuro. Forse insisterà e le prossime amichevoli con Siena, Panathinaikos e Crystal Palace saranno indicative. Ma per quanto possa diventare una soluzione affidabile, è difficile prevedere che il tecnico di Sarajevo cambi proprio al debutto e in una partita delicatissima come la finale di Supercoppa. Tutto può essere, ma la logica ci porta a pensare che la Lazio sfiderà la Juventus con la difesa a quattro. Meglio provarci con le certezze piuttosto che aggiungere incognite tattiche alla difficoltà della partita.

DIRITTO ACQUISITO – C’è anche la magia del 26 maggio a cui aggrapparsi. Si riparte dalla domenica in cui la Lazio ha piegato la Roma nella finale irripetibile di Coppa Italia. Se Petkovic e la società avranno la possibilità di giocarsi la Supercoppa con la Juventus sarà anche per merito di chi era in campo in quel giorno indimenticabile per il popolo biancoceleste. E’ la prima partita ufficiale della nuova stagione ma può anche essere considerata l’ultima, o la coda, della passata stagione. Giusto concedere la ribalta a chi ha guadagnato la finale.

FORMAZIONE – Ecco perché, alla fine di ogni ragionamento, si torna al 4-1-4-1 e ai cosiddetti titolarissimi. L’unica incertezza può essere nata a causa dell’infortunio di Onazi, che sarà recuperato tra una quindicina di giorni e non sarà al top della condizione. Il ko del nigeriano potrebbe fare posto a Biglia, che entrerà in concorrenza con Gonzalez, rientrato ieri a Roma. Novaretti cercherà di insidiare Cana e Dias, favoriti per fare coppia con Biava. Venti giorni di allenamento basteranno a Hernanes e Candreva per arrivare al top. Felipe Anderson, reduce da due mesi di stop per una brutta distorsione alla caviglia, forse riuscirà a strappare la convocazione per la panchina. E allora è molto semplice pensare, per dieci undicesimi, agli eroi della Coppa Italia. Marchetti tra i pali. Linea difensiva a quattro con Konko, Biava, Cana (o Dias) e Radu. Ledesma playmaker. Candreva, Biglia (o Gonzalez), Hernanes e Lulic sulla linea di centrocampo, Klose davanti per dare l’assalto alla Juve.

Fonte: Il Corriere dello Sport